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title: "Addio Marisa Galli, co-fondatrice della Comunità di Capodarco: “una grande donna”"
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author: "superadmin"
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categories: ["Comunità"]
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# Addio Marisa Galli, co-fondatrice della Comunità di Capodarco: “una grande donna”

![](https://www.comunitadicapodarco.it/wp-content/uploads/2022/01/galli.jpg)

Marisa Galli

Le Comunità di Capodarco d’Italia si uniscono per l’ultimo saluto della loro **Marisa Galli, co-fondatrice della realtà nata nel 1966 a Fermo, nelle Marche,** quando un gruppo di tredici disabili e un giovane prete, don Franco Monterubbianesi, decisero di cominciare l’avventura rivoluzionaria e utopica, di una vita in comune in una villa abbandonata. Nata nelle campagne marchigiane, tetraplegica fin dalla nascita, Marisa ha avuto l’occasione di scegliere il proprio destino e cambiare concretamente la propria vita.

**“Sono diventata senza volerlo una specie di simbolo** – aveva affermato Marisa Galli, nel 2016 durante i festeggiamenti per i 50 della Comunità – ma ho solo creduto a quello che don Franco proponeva, grazie a una spinta interiore molto forte. Ho creduto, insomma, alla proposta di dedicare la mia vita a favore di una categoria”. Una scelta importante che lei considerava una restituzione fatta alla società: “Avevo ricevuto molto, ho deciso di essere fedele alla scelta, attenta e comprensiva verso quello che succedeva intorno a me”. “Sono credente – aveva ribadito in quell’occasione – e la presenza di Dio l’ho sentita fin dall’inizio, per quella sensibilità che mi ha fatto soffrire ma mi ha fatto anche capire quanto sia importante assumere i problemi degli altri. **Sono convinta che noi abbiamo dato l’assenso all’opera di Dio.** Nessuno avrebbe immaginato allora che questa realtà prendesse così piede e si ampliasse in questo modo”.

### Il ricordo del presidente Vinicio Albanesi

**Marisa Galli è stata una grande donna.** Nata con grave disabilità, insieme alla mamma ha guardato avanti. Non è potuta andare a scuola, ma sapeva ben leggere e scrivere. Incontrato don Franco, insieme a lui ha creato la Comunità di Capodarco. Ha lasciato la sua carissima madre, perché per sé e per altri dovevano aprirsi altre strade.

Molto religiosa, un giorno confessò:**“non ho chiesto mai a Dio il miracolo della guarigione”. Mi ha dato la vita e questo è sufficiente.** Gli inizi sono stati difficili, per mancanza di risorse, per l’accoglienza di quanti chiedevano un ambiente dove sognare. Non si è mai lamentata di nulla. Molto tenace non si è sottratta al “lavoro”: una foto storica la ricorda mentre lavora in ceramica. Non ha mai dismesso l’energia necessaria che l’aveva portata a costruire la comunità e a gestire un gruppo che, nel tempo, era diventato numeroso e vivace. Era pure ironica, anche per la sua grave disabilità, sulla quale era capace di scherzare. Nel libro “Il lato umano”, scritto nel 1966 racconta gli inizi della Comunità con i momenti felici e difficili.

Nel 1974, lasciata Capodarco, va a Roma e, non paga del suo impegno, **adotta una ragazza con seri problemi psichiatrici. Le fa da madre,** sopportando le problematiche che una malattia mentale comportano. La sua vita ha dimostrato che, al di là delle disabilità, è possibile vivere con entusiasmo, con sogni e con risultati di una vita vissuta con intelligenza e con coraggio. Un esempio raro di vivere con prospettive che superano i limiti che a volte la natura destina.

Il ricordo di lei è la storia della Comunità che continua nell’azione che nel 1966 fu intuita. Molti di quei primi personaggi di quell’epoca stanno morendo.**Il tempo non cancella le buone idee, anzi le rafforza e le accompagna.**Se in Italia l’attenzione e il rispetto per la disabilità sono diventati patrimonio comune lo si deve a persone come Marisa che, nella vita, hanno dimostrato che ogni persona è degna di rispetto e può agire per il bene di tutti. **La ricordiamo con riconoscenza, la stessa che Dio concederà a lei.**

Marisa Galli ha raccontato la sua esperienza e il suo pensiero nei seguenti testi: “**Il lato umano”** (1996-Comunità edizioni); **“La lunga sfida. Manuale per superare l’emarginazione”** (2005-Sensibili alle foglie), **“Una storia unica”** (2007 – Redattore Sociale edizioni); “**Intimo a rovescio”** (2016 – Sensibili alle Foglie)
