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title: "Affido e comunità: i percorsi di accoglienza? Promossi per la maggior parte dei protagonisti"
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modified: "2020-01-30T15:36:08+01:00"
author: "superadmin"
excerpt: "I percorsi di accoglienza? Promossi per la maggior parte dei protagonisti, ma esistono criticità per quel che riguarda il reinserimento in società e non solo. Lo rivela l’indagine dell’associazione Agevolando presentata il 20 gennaio 2020 alla Camera dei deputati, secondo cui ben il 94% dei ragazzi tra i 15 e […]"
categories: ["Comunità"]
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# Affido e comunità: i percorsi di accoglienza? Promossi per la maggior parte dei protagonisti

**I percorsi di accoglienza? Promossi** **per la maggior parte dei protagonisti, ma esistono criticità** per quel che riguarda il reinserimento in società e non solo. Lo rivela **l’indagine dell’associazione Agevolando** presentata il 20 gennaio 2020 alla Camera dei deputati, secondo cui ben il **94%** dei ragazzi tra i 15 e i 25 anni che vivono o hanno vissuto un periodo significativo della loro vita in una **comunità di accoglienza** **oppure in affido familiare**, ritengono tale percorso**un’opportunità di cambiamento**. **L’85% di loro lo considera un’ancora di salvezza.** L’indagine, illustrata durante il convegno ‘In viaggio verso il nostro futuro’, e realizzata con la collaborazione di **‘Care leavers network’**, ha come scopo quello di conoscere il profilo sociale, i percorsi di accoglienza, le esperienze e le aspettative di vita dei ‘care leavers’.

**Pochi, secondo lo studio, gli scontenti della propria esperienza**: il 14% la ritiene negativa, il 18% ha dichiarato di esser stato trattato male, ma ben l’80% ha detto di aver trovato tale esperienza faticosa. Criticità invece per quel che riguarda **la validità dei percorsi nel rapporto con le famiglie di origine**: per il 56% degli intervistati i percorsi non hanno aiutato o hanno aiutato poco a migliorarli. E ancora, tra coloro che sono già usciti dei percorsi di accoglienza, circa la metà ha dichiarato che in fase di uscita aveva bisogno di un **supporto per proseguire gli studi**. Di questi, il 62% non l’ha ricevuto. Non solo, il 55% di coloro che sono già usciti dal percorso di accoglienza non ha beneficiato di un **percorso di inserimento lavorativo**. infine, gli ambiti nei quali la maggior parte dei ragazzi dichiarano di stare bene sono le relazioni amicali (90%), la salute (88%) e la propria abitazione (83%). Invece non si percepisce benessere nel rapporto con il padre (56%), nelle relazioni con i parenti (53%) e nella disponibilità economica (50%).

“I cosiddetti care leavers – ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, presente al convegno, durante i suoi saluti- sono una delle categorie di persone che, per la potenziale fragilità della propria situazione, richiedono interventi specifici e organici da parte delle Istituzioni. Si tratta infatti di ragazzi e ragazze che sono in fase di dimissione o sono già stati dimessi da un collocamento comunitario o da un affidamento, perché sono divenuti maggiorenni e si avviano verso una vita autonoma”.

Per questo, occorre offrire loro “**un sostegno materiale per le tante necessità quotidiane connesse al** **passaggio a una vita ‘autonoma’**: dall’alloggio alle cure mediche, dall’accesso alle attività culturali a quelle sportive. Per altro verso, è cruciale promuovere un pieno sviluppo delle capacità e competenze di ciascun ragazzo ai fini del completamento dei percorsi di studio o dell’inserimento nel mondo del lavoro. E ciò richiede attività di formazione, tirocini, apprendistato, nonché di informazione e orientamento su tutte le opportunità esistenti”, ha concluso Fico

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