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title: "Asilo negato in crescita, don Vinicio Albanesi: “Stiamo creando migliaia di ‘inesistenti’”"
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date: "2015-04-02T00:00:00+02:00"
modified: "2015-04-02T00:00:00+02:00"
author: "superadmin"
excerpt: "Nelle Marche respinte quasi tutte le richieste di asilo. Il presidente della Comunità di Capodarco, con la fondazione Caritas in vertiate, ospita a Fermo 100 migranti: “Costruiamo i clandestini in casa: dopo un anno nel nostro Paese non possono più né lavorare né essere accolti. Cosa dovremmo fare, organizzare barconi di ritorno?”"
categories: ["Politica"]
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# Asilo negato in crescita, don Vinicio Albanesi: “Stiamo creando migliaia di ‘inesistenti’”

[![20140416_114112](http://www.comunitadicapodarcofermo.it/wp-content/uploads/2014/12/20140416_114112-300x225.jpg)](http://www.comunitadicapodarcofermo.it/wp-content/uploads/2014/12/20140416_114112.jpg)ROMA – “Stiamo costruendo dei clandestini in casa.**Apparentemente l’Italia accoglie tutti ma poi di fatto, attraverso un meccanismo infernale, crea degli ‘inesistenti’**che non possono lavorare, non possono integrarsi, né ricevere accoglienza. E noi che li accogliamo cosa dovremmo fare, metterli per strada o addirittura organizzare dei barconi di ritorno?”. A sottolinearlo è don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco ma anche della fondazione Caritas in Veritate, che presso il seminario arcivescovile di Fermo, **accoglie circa cento migranti, la maggior parte dei quali, dopo un anno di attesa, ha avuto dalla commissione territoriale un diniego** alla domanda di protezione internazionale. Un caso come tanti altri nelle Marche e non solo, perché come sottolineano gli stessi dati del ministero degli Interni, negli ultimi mesi gli esiti negativi alle richieste di protezione sono in aumento.

“I ragazzi e le ragazze che sono ospitati da noi provengono per la maggior parte dal Ghana, dalla Nigeria, dal Mali e dalla Guinea Bissau. Ci sono, però, anche alcuni eritrei e siriani – spiega Albanesi – ma la cosa paradossale è che la maggior parte di loro, dopo un anno di attesa non ha avuto nessun tipo di protezione umanitaria per un’interpretazione rigida della normativa. Alcuni faranno ricorso ma **se l’esito sarà negativo dovranno, entro tre giorni, lasciare il paese. Sappiamo già che, come spesso accade, non lo faranno**. Resteranno qui, senza documenti e senza neanche la possibilità di poter lavorare. Non sono neanche degli invisibili, ma dei veri e propri inesistenti. E ora che gli arrivi aumenteranno con questo meccanismo infernale stiamo praticamente costruendo dei clandestini in casa”.Il problema secondo il presidente della Comunità di Capodarco è che non c’è alcuna selezione all’ingresso: “queste persone una volta sbarcate e accolte, entro 48 ore vengono trasferite nei centri di prima accoglienza – aggiunge – entro 30 giorni, poi, la commissione territoriale dovrebbe esprimersi sulla loro domanda d’asilo. In realtà nelle Marche è trascorso un anno, dall’arrivo fino all’esame della commissione, e ora con questo alto numero di dinieghi cosa faranno queste persone? **In questo anno i ragazzi hanno fatto corsi di lingua, alcuni hanno lavorato, altri fatto volontariato e ora tutto finisce. In molti finiranno nell’irregolarità, ma è una condizione che abbiamo creato noi”**. (ec)

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