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title: "Buona Pasqua, Aurela. Gli auguri di don Vinicio Albanesi in una lettera pubblicata su “Il Resto del Carlino”"
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date: "2014-04-24T00:00:00+02:00"
modified: "2014-04-24T00:00:00+02:00"
author: "superadmin"
excerpt: "CAPODARCO DI FERMO – Carissima, in questo giorno di festa grande, vogliamo porgerti i nostri auguri. Ne hai bisogno, perché la tua vita è appesa a un filo. Ti auguriamo di poterti rimettere in salute e soprattutto di riprenderti la vita. Conosciamo, anche se a […]"
categories: ["Disabilità"]
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# Buona Pasqua, Aurela. Gli auguri di don Vinicio Albanesi in una lettera pubblicata su “Il Resto del Carlino”

CAPODARCO DI FERMO – Carissima, in questo giorno di festa grande, vogliamo porgerti i nostri auguri. Ne hai bisogno, perché la tua vita è appesa a un filo. Ti auguriamo di poterti rimettere in salute e soprattutto di riprenderti la vita.

Conosciamo, anche se a grandi linee, la tua storia dolorosa. Sei venuta in Italia dalla lontana Romania per trovare futuro. La tua situazione familiare non era delle migliori: eri stata costretta a separarti per un marito violento, alcolizzato e disoccupato. **Ti avevano promesso, prima di partire, un lavoro dignitoso. Hai lasciato una figlia già grandicella con i nonni. La dura realtà dell’Italia ti ha relegata in un angolo della montagna. Ti sei adattata a fare la badante, ma hai incontrato un vecchio orco che ti ha ridotta a un animale bastonato. Ti ha dato vitto e alloggio per continuare a guadagnare su di te.**

**Non hai resistito al dolore e hai cercato di farla finita. I medicinali invece di ucciderti, ti hanno mutilata. L’ictus ti ha tolto la voce, non riesci a camminare e non sempre a connettere.**Le nostre istituzioni ti volevano espellere dall’Italia, perché una straniera malata è indesiderata. E tu, in Romania, in queste condizioni, non avresti ritrovato nemmeno una casa, ma la prospettiva di andare ad abitare presso una vicina. Essere malati, senza chi ti accudisce, è terribile.

**Ti abbiamo accolta perché sei rimasta sola e bisognosa di cure. Volevamo anche riparare al male che alcuni, che ancora si dichiarano cristiani, ti hanno fatto. Ti chiediamo perdono per loro.**Non ti abbandoneremo perché la nostra fede, dopo il Venerdì santo di dolore, ci dice che la Pasqua è vita e risurrezione. Non possiamo fare il miracolo, però possiamo starti accanto e curarti. Puoi consolarti che anche tra chi comanda qualcuno ha buon cuore.

**Stai dunque serena: sei giovane; hai appena 35 anni. Farai riabilitazione, ti riprenderai.** Non sappiamo quale sarà il futuro che verrà: sicuramente, con qualcuno che ti accompagnerà, potrai, finalmente, ritrovare la tua strada, per tornare, guarita, al tuo Paese. **Proprio in questi giorni abbiamo accolto altri ragazzi e ragazze scappati da paesi lontani dell’Africa. Anche loro cercano la via per essere felici e per realizzare i loro sogni.**

Qualcuno tra i nostri mormora e si impaurisce, ma non bisogna dar loro retta. Noi sappiamo che aiutare ogni persona che ha bisogno fa parte della nostra fede. E non è faticoso come può sembrare: se si è attenti alla vita di chi incontriamo, è facile capire di che cosa hanno bisogno e dar loro una mano. Molti generosi lo stanno facendo.

Cara Aurela, il Dio che sta nei cieli – qualunque sia il tuo – ci ha suggerito di volerci bene. E questo facciamo. Possa tu trascorrere questo giorno e i giorni che verranno con la speranza nel cuore. Coraggio: ce la farai. Un abbraccio forte forte.

Buona Pasqua!
 don Vinicio
