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title: "Elezioni 2022, quale welfare ci aspetta: consigli gratuiti al nuovo governo"
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date: "2022-08-26T15:35:45+02:00"
modified: "2022-08-26T15:35:45+02:00"
author: "superadmin"
excerpt: "Ristabilire l’autonomia del Ministero delle Politiche sociali, il cui accorpamento con il Ministero del Lavoro è stato “un errore” perché “le politiche sociali hanno altri destinatari, che solo in parte sono connessi con il problema del lavoro”. Predisporre interventi sulla famiglia, dagli asili nido alla […]"
categories: ["Comunicazione", "Comunità", "Welfare"]
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# Elezioni 2022, quale welfare ci aspetta: consigli gratuiti al nuovo governo

Ristabilire l’autonomia del **Ministero delle Politiche sociali**, il cui accorpamento con il Ministero del Lavoro è stato “un errore” perché “le politiche sociali hanno altri destinatari, che solo in parte sono connessi con il problema del lavoro”. Predisporre **interventi sulla famiglia**, dagli asili nido alla lotta alla povertà, varare azioni per un **sostegno concreto alla non autosufficienza**. Sono questi alcuni dei “[consigli gratuiti al nuovo governo](https://www.comunitadicapodarco.it/wp-content/uploads/2022/08/Welfare-Umano-Pubblicazione-Roma-2022.pdf)” che la Comunità di Capodarco si prepara ad offrire ai leader di partito invitati per [un confronto a Roma, il prossimo 7 settembre, sui temi della tutela della persona e delle sue fragilità](https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/_welfare_umano_la_comunita_di_capodarco_invita_i_leader_di_partito_per_una_riflessione_sulla_persona_e_le_sue_fragilita). Un appuntamento che si innesta nell’ambito della campagna “Welfare Umano” già inaugurata [a fine giugno con una due giorni di dibattito e riflessione](https://www.redattoresociale.it/Tags/welfare%20umano).

Nel contesto di campagna elettorale e quindi di confronto collettivo sulle prospettive del nostro paese, in un documento elaborato per l’occasione da “donne e uomini che vivono nei territori, che hanno problemi di autonomia, ma che partecipano alla vita sociale con interesse e responsabilità”, viene posta da parte della Comunità di Capodarco una specifica **attenzione agli interventi di welfare, cioè a quelle azioni necessarie a garantire un tenore di vita dignitoso per tutti**, anche a coloro che a causa di malattia, disabilità, solitudine, povertà o discriminazione non sono in grado da soli di vivere una situazione di benessere.

La riflessione individua **tre grandi quadri culturali**, che rappresentano le tendenze sociali attuali, assai preoccupanti: anzitutto, **un clima di disprezzo per i fragili**, certamente favorito dal contesto di incertezza e paura che Covid, guerra in Ucraina, inflazione e speculazioni finanziarie hanno creato, e caratterizzato da un atteggiamento di “sostanziale chiusura con tratti di aggressività”. In secondo luogo, una **generale mancanza di progettualità per il futuro**, che non colpisce solo i giovani. Infine, una **forte fragilità delle relazioni** sociali, familiari e personali, che ha nella denatalità una delle sue più evidenti e tragiche manifestazioni.

Il documento della Comunità di Capodarco ammette che, di fronte a questo contesto, “**non è facile per la politica invertire tendenze sociali**” ma afferma che essa può comunque indicare delle linee di intervento generali a partire da un’analisi della situazione esistente che vede una disparità in forte crescita, una sostanziale assenza di una programmazione industriale ed evidenti segnali di fragilità anche in quel grande e corposo capitolo di welfare rappresentato dalla sanità.

La Comunità di Capodarco fa notare che **il tema dell’assistenza è “scomparso dal dibattito pubblico”** nonostante le persone coinvolte da questo comparto siano sempre di più e non solo per motivi anagrafici (un quarto della popolazione è over 65): considerando anche “famiglie disgregate, adolescenti borderline, povertà assoluta, immigrazione, ecc., infatti, “**l’impegno che ne deriva è significativo e diventa indice di civiltà**”.

Sul contrasto alla povertà, viene affermato come non basti l’approccio in termini economici, perché “alla povertà si giunge con una serie di elementi umani e circostanziali che determinano tale condizione: disoccupazione, affitti, numero di figli, luoghi che si abitano, solitudine di relazioni”. Serve quindi un approccio più ampio e il riconoscimento che il tema del lavoro e della sua ricerca (peraltro tema assai complesso per la difficoltà di far dialogare domanda e offerta) è solo in parte connesso al problema della povertà, e per molte persone non lo è per niente. “**L’aver accorpato il Ministero del Lavoro con quello delle Politiche sociali è stato un errore**: da correggere perché le politiche sociali hanno altri destinatari, che solo in parte sono connessi con il problema del lavoro (si pensi agli anziani)”, scrive la Comunità.

Sul tema dell’accoglienza e dell’assistenza, Capodarco suggerisce di porre alla base un principio da rispettare: che “**ognuno ha diritto a nascere, vivere e morire nella propria casa**” e pertanto che “l’accoglienza in strutture specifiche è l’ultima opzione da esaminare”. Una “buona” accoglienza passa per il rispetto della persona (viene assistita la persona, non “il pazzo, il vecchio, il tossicodipendente, il borderline, lo straniero”) e passa anche per una **cura degli ambienti in cui l’accoglienza viene svolta**: “Sono invalse – si legge nel documento – **due tendenze nocive e irrispettose delle persone**: numeri alti di posti letto (100-200 posti) e impostazione delle degenze in stile ospedaliero. La giustificazione è l’economia di scala. Il prezzo di questa economia è pagato da chi, per anni, è costretto a sentirsi un malato acuto e non avere una vita propria. Vivere relegato in un letto, con l’assistenza che deve rispondere al minutaggio, con cibo standardizzato, con visite esterne a orario fisso significa sottoporre la persona a una vera e propria persecuzione”. Un contesto di vita, scrive la Comunità, in cui “le scarse autonomie si perdono”.

La **cura delle relazioni** è dunque fondamentale in questo ambito così come nei processi di inserimento sociale che riguardano ogni cittadino nei diversi momenti della propria esistenza: vale nell’età prescolare, vale nell’ambito scolastico nel quale il “clima competitivo deve lasciare spazio al clima di comunità che accetta tutti valorizzando ogni minima risorsa”; vale rispetto al mondo degli adolescenti e a quello dei giovani, vale per le famiglie come per le persone anziane. Vale per tutte le persone **con particolari difficoltà, per malattia e per condizione: la malattia psichiatrica, le dipendenze, la carcerazione.**

Serve allora – viene detto al mondo della politica – uno **stanziamento di risorse economiche sul fondo sociale che sia consistente e stabile**; serve un’istruzione capace di valorizzare le capacità di ognuno; serve maggiore attenzione alle politiche giovanili; servono **inserimenti guidati per le persone fragili e sostegni alla non autosufficienza**. Serve una politica industriale attenta ai nuovi bisogni e consumi, servono interventi sulla famiglia, serve uno sguardo puntuale sulle politiche sociali. Il tutto – conclude il documento – per una vita sociale comunitaria e non competitiva, convinti che **l’aiuto reciproco non è un gesto di gratuità, ma di necessità.**

Fonte: Redattore Sociale
