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title: "Giornata salute mentale, don Albanesi: “l’attenzione vada ai giovanissimi”"
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date: "2020-10-10T12:13:08+02:00"
modified: "2020-10-10T12:13:08+02:00"
author: "superadmin"
excerpt: "Quest’anno la Giornata mondiale ha posto l’attenzione in Italia sulla salute mentale di comunità, con lo spot “Si cura”. L’attenzione ha l’urgenza di rivolgersi a quelle situazioni che viaggiano tra la prevenzione e l’intervento precoce. L’esperienza dice che la “cronicità mentale”, con interventi troppo spesso […]"
categories: ["Psichiatria"]
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# Giornata salute mentale, don Albanesi: “l’attenzione vada ai giovanissimi”

![](https://www.comunitadicapodarco.it/wp-content/uploads/2020/03/vinicio-albanesi.jpg)Quest’anno la Giornata mondiale ha posto l’attenzione in Italia sulla salute mentale di comunità, con lo spot “Si cura”. L’attenzione ha l’urgenza di rivolgersi a quelle situazioni che viaggiano tra la prevenzione e l’intervento precoce. L’esperienza dice che la “cronicità mentale”, con interventi troppo spesso tardivi, **ha un percorso che parte dall’adolescenza e dai giovani adulti per arrivare alla “carriera psichiatrica”.**

I fenomeni recenti, esplosi in età sempre più giovane, di trasgressioni che procurano violenza, devastazioni, accompagnate da abusi di alcol e di sostanze, creano disastri gratuiti, procurano allarme sociale, senza risposte adeguate. Purtroppo, **oltre ad appellare a misure di sicurezza e di prevenzione delle forze dell’ordine non si è andati.**

L’esperienza dice che l’età adolescenziale, essendo un periodo di crescita, **mescola voglia di identità, richiesta aggregativa, trasgressività, fenomeni non facili da leggere**, da interpretare e soprattutto da aiutare. La distinzione delle scienze, tra psichiatria, psicologia, pedagogia, sociologia non aiuta di fatto ad esaminare e soprattutto a intervenire in situazioni che appaiono nebulose, complicate e, alla fin fine, incomprensibili. **Le stesse relazioni scientifiche non hanno ancora trovato una sintesi che affronti il problema della problematicità adolescenziale** oggettivamente complessa. Le prime vittime sono i ragazzi e ragazze che, di fronte a disagi forti e invadenti, non sanno dare ragione dei loro comportamenti. La famiglia assiste impotente a manifestazioni che non avevano nemmeno immaginate. La scuola reagisce con indifferenza e, nei casi seri, con l’espulsione dei più “irrequieti”.

Le risposte tecniche stentano a trovare sintesi che, situazione per situazione, riesca a definire se si tratti di innesti psichiatrici, di disagi tra pari, di false immagini di sé, di difficoltà familiare o di integrazione territoriale. Una piccola parte è ancora più complessa perché **si esprime con l’isolamento più totale chiudendo ogni relazione con l’ambiente, accontentandosi delle relazioni virtuali tramite la rete**. La conseguenza è l’assenza di spazi adeguati a capire e intervenire, soprattutto nei fine settimana, di fronte all’esplosione di fenomeni abnormi di irrequietezza e di gesti asociali e lesivi.

I messaggi che questi fenomeni danno è di **inventare momenti di tranquillità gestita**(ambulatori, centri diurni semiresidenziali e residenziali) per studiare prima e aiutare poi a sciogliere i nodi che quel ragazzi o ragazze hanno manifestato. Si tratta di interventi molto delicati perché, alla fin fine, **si è chiamati a indicare una strada futura,** accompagnando all’uscita dell’età della crescita per diventare adulti liberi e responsabili.

La famiglia, la scuola, le agenzie educative sono indispensabili come supporto alla vita reale dei giovanissimi, ma**hanno bisogno di essere incoraggiate e guidate.** La trasgressività e l’arroganza dei minori sono grida di aiuto in condizioni di sofferenza che i giovanissimi, non sapendo da che parte andare, mettono in campo. Se i neonati, per esprimere i loro disagi (fame, sete, sonno, pulizia) hanno solo il pianto e spetta ai genitori interpretare quell’unico segnale, in modo simile, ma anche molto più complesso, **alcuni minori, con gesti insensati, invocano presenza e aiuto.**

Le competenze per dar risposte adeguate sono molto delicate; sicuramente non affrettate e trancianti. Hanno bisogno di **tempi e luoghi adeguati per compiere l’opera terapeutica utile**. Tutto sommato si tratta di inventare nuove risorse, dirigendo l’azione verso soggetti fragili, giovani e in ricerca di futuro.
