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title: "I molti contro i pochi, i forti contro i deboli, i vivi contro i morti"
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modified: "2020-05-12T14:18:42+02:00"
author: "superadmin"
excerpt: "di Vinicio Albanesi In questa settimana sarà deciso che cosa significa praticamente la fase 2 del coronavirus. Da una parte il governo centrale che procede cautamente, dall’altra i governatori che spingono per la riapertura di negozi, attività, spazi pubblici… E’ difficile dire quale sia l’equilibrio da […]"
categories: ["Comunità"]
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# I molti contro i pochi, i forti contro i deboli, i vivi contro i morti

### di Vinicio Albanesi

In questa settimana**sarà deciso che cosa significa praticamente la fase 2 del coronavirus**. Da una parte il governo centrale che procede cautamente, dall’altra i governatori che spingono per la riapertura di negozi, attività, spazi pubblici…

**E’ difficile dire quale sia l’equilibrio da seguire.** **Lo scenario suggerisce due schieramenti.** Da una parte i vivi, i forti, coloro che debbono continuare a vivere e, in alcuni casi, a sopravvivere, dall’altra il silenzio dei morti e degli infettati. Per suggerire prudenza sembra che non siano bastati i 30 mila morti, le oltre 83 mila persone infette e gli oltre mille in terapia intensiva. Addirittura la massa dei sani, incosciente, non teme nemmeno un eventuale contagio.

**Uno scenario che fa riflettere.** Non saprei se si tratta della spinta alla vita che va oltre la morte, oppure la forza di chi è in salute, dimentico presto di chi è morto. Quasi a dire “la vita continua”.
 I più incoscienti sembrano essere i giovani e giovanissimi. In parte perché non hanno esperienza, in parte perché temo che, essendo morti molti anziani, tutto sommato non sono molto addolorati. Uno stranissimo comune sentire si è impossessato dall’intero pianeta: non solo l’Italia, ma anche l’Europa e tutti i paesi del mondo. I drammi di chi è morto solo, abbandonato, deportato in case che avrebbero dovuto proteggerlo, sono stati velocemente digeriti. Compresi quanti, volontariamente, hanno perso la vita (medici, infermieri, volontari). Non una pausa, non un lutto: a ognuno il suo. Ciascuno pensa alle afflizioni proprie: isolamento, disagio, economia, scuola.

**Il dubbio è serio.**Se così è la legge della natura o se la cosiddetta globalizzazione ha creato il virus che ha seppellito molti tratti d’umanità. La fantasia riporta a una mandria di animali che fugge scomposta da un pericolo e non si ferma se qualcuno è ferito o calpestato.
 Anche noi siamo mammiferi, anche se siamo mammiferi superiori. Per intelligenza, per volontà, per sentimenti. La storia racconta che non è stato sempre così. Forse la prova di oggi suggerisce di fare appello ai tratti che rendono la creatura umana capace di leggere le specificità della propria natura**. Se non altro è una speranza: altre prove ci aspettano nei mesi che verranno. Vedremo**.
