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date: "2020-03-23T15:24:41+01:00"
modified: "2020-03-23T15:24:41+01:00"
author: "superadmin"
excerpt: "Fa molto dispiacere assistere alla mancanza di funerali per l’epidemia del coronavirus. I camion militari che trasportano le salme, lontano dai luoghi dove le persone hanno vissuto, richiamano scenari di guerra. Non celebrare i funerali è come voler sottrarre la memoria di chi è ancora presente: […]"
categories: ["Comunità"]
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# Il funerale, quell’’ultimo tratto di vita che il coronavirus ci toglie

**Fa molto dispiacere assistere alla mancanza di funerali**per l’epidemia del coronavirus. I camion militari che trasportano le salme, lontano dai luoghi dove le persone hanno vissuto, richiamano scenari di guerra. Non celebrare i funerali è come voler sottrarre la memoria di chi è ancora presente: da qui smarrimento e incertezza. Si**è costretti a vivere da soli, senza la presenza dei nostri cari.**

Abbiamo individuato per la fine della vita la morte: nelle fantasia infantile è uno scheletro, con un mantello nero e la falce. La si teme, la si tiene lontana, se ne ha paura.

I**n realtà muoiono persone. Ognuna con la sua storia e la sua vita.** N**on esiste la morte in sé; esistono le creature,**chiunque esse siano, che hanno smesso di vivere: dolore per la mancanza di chi conoscevi, stimavi, facevano parte di te. Hanno contribuito alla tua crescita e al tuo sviluppo. Non puoi dimenticarle perché fanno parte di te.

Nella vita il motore che guarda al futuro sono i sogni: gli obiettivi, gli scopi, i progetti realizzati lungo gli anni.**Con la morte si ricorre alla memoria.** I sogni e la memoria sono gli strumenti per vivere il futuro e il passato. Una straordinaria capacità di gestire il tempo, oltre il presente.

Il funerale religioso richiama la presenza di Dio, nella vita e nella morte di chi si benedice per l’ultima volta. **Si scopre l’azione divina della vita.** La creatura umana, anche se non crea dal nulla, studia, ricerca, inventa, progetta, realizza. E’ immagine di Dio Padre creatore del mondo. L’uomo, adoperando la sua intelligenza, continua – in qualche modo – la creazione, perché la rende sempre utile alla propria vita e a quella dei popoli. Il progresso, sia scientifico che culturale, manifatturiero e sociale, è la manifestazione di Dio in noi. A volte si pensa al genio, allo scopritore, a chi ha pensato a qualcosa di sconosciuto. **E’ la scintilla non solo umana, ma anche divina.**

La creatura umana è stata anche salvatrice in molte azioni della vita concreta, accudendo i figli, rispettando la famiglia, aiutando chi era in difficoltà, collaborando nella vita sociale. Il progresso sociale si misura sulle capacità di accogliere, curare, prendersi a cuore.

Così come ha dettato e compiuto Gesù nella sua vita terrena. Non a caso, spesso, nella liturgia funebre si sceglie il brano delle beatitudini.

Infine ha espresso amore e rispetto, richiamando l’azione dello Spirito: in molte circostanze ha ascoltato e perdonato, ha pregato e chiesto perdono. Non si è limitato solo a gestire i propri interessi, ma ha allargato il cuore a chi era accanto.

**Celebrando il funerale si celebra l’azione di Dio nella persona** che è stata. Ma la vita di quella persona non termina, ma va a completarsi nella vita di Dio. Come Dio ha creato l’uomo, così lo richiama a sé e riserva a lui, al di là delle debolezze e dei limiti, la grandezza della visione definitiva. Il paradiso è l’espansione totale e finale della presenza di Dio già sperimentata nella vita.

Se i sogni e la memoria erano gli strumenti per gestire il tempo nella vita terrena, presso Dio c’è un eterno presente, perché egli è senza tempo e senza spazio.

Il senso della vita diventa totale.**Il funerale è il momento del passaggio, senza smentire il già dato, ma allargandolo nella pienezza.**

Un passaggio della prima lettera ai Corinti è illuminante: «Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.» (1 Cor 4,5)

Solo così si può invitare i partecipanti con “Andate in pace”,**dopo aver benedetto con l’acqua e l’incenso la salma di chi ha lasciato la terra, senza abbandonarci.**
