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title: "“Non si vive di solo pane”: voglia di riapertura, anche per le chiese"
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date: "2020-04-21T11:38:01+02:00"
modified: "2020-04-21T11:38:01+02:00"
author: "superadmin"
excerpt: "Con la prospettiva della riapertura dopo la quarantena a causa del virus, c’è una enorme attesa per poter riaprire le attività: non si può infatti vivere di sostegni statali. Nello slancio di ricominciare, anche i vescovi e i parroci hanno chiesto al governo di riaprire le […]"
categories: ["Chiesa"]
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# “Non si vive di solo pane”: voglia di riapertura, anche per le chiese

![](https://www.comunitadicapodarco.it/wp-content/uploads/2020/03/vinni-1024x674.jpg)

Con la prospettiva della riapertura dopo la quarantena a causa del virus, c’è una enorme attesa per poter riaprire le attività: non si può infatti vivere di sostegni statali.
 Nello slancio di ricominciare, **anche i vescovi e i parroci hanno chiesto al governo di riaprire le chiese.** Giustamente non si vive di solo pane. Ho tenuto la mia Chiesa chiusa come suggerito dai decreti ministeriali. L’ho seguita a distanza. Abitando lontano, ho controllato frequentemente che tutto fosse a posto.

I piccioni, numerosi sul campanile e sul tetto della Chiesa, si sono ringalluzziti. Si sentono beati e con fare sornione si godono la bella stagione, si procurano cibo e pensano a proliferare. Hanno approfittato delle campane silenziate, non essendo previste celebrazioni religiose. Ho provato un po’ di rabbia perché sporcano, non servano a nulla e sono pure protetti. Non ho mai capito questa protezione. Loro mi hanno guardato con sufficienza, quasi a sfidarmi.

**Entrando nella Chiesa senza fedeli, non mi è sembrata vuota.** Ho acceso tutte le luci, attivata la musica, ho guardato i banchi vuoti. A memoria ho visto le persone sedute e in piedi. A sinistra gli uomini, a destra le donne; il coro, i bambini, i lettori. Al centro le signore e i signori che vengono mezz’ora prima dell’inizio delle cerimonie per trovare posto a sedere. **Li conosco tutti; sono sempre gli stessi, con qualche eccezione in più e in meno.**La frequenza è altalenante: scarsa d’inverno e d’estate, più consistente in primavera e in autunno. L’unica curiosità per una giovane coppia non mia parrocchiana, la cui mamma aspettava una bambina. Sono curioso di sapere se tutto è andato bene.

Per essere sincerola chiusura delle Chiese non mi ha procurato una grande tragedia. L’unico **vero dispiacere è non aver potuto celebrare le esequie di tre persone morte**: due persone anziane con malattie non da virus e una, pure giovane, morta improvvisamente. Benedizioni date al cimitero e alla camera mortuaria dell’ospedale. **Una vera angoscia con pochi parenti e molto silenzio**.

I parrocchiani fedeli mi hanno assicurato che seguono le messe alla televisione: ce ne sono in abbondanza. **Con il Papa in prima persona, milioni di persone hanno seguito il rosario**, la settimana santa, le messe da S. Marta, benedizioni urbi et orbi.

**Chi vuol pregare, prega.** Partecipare è indubbiamente più bello. Mi è venuto in mente Cristo: prima di morire, è rimasto solo, abbandonato anche dai discepoli che grida “Dio mio perché mi hai abbandonato”.

Da bravi credenti è importante che non lo lasciamo solo; lui c’è sempre, noi non altrettanto, sia con chiese aperte che chiuse.
