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title: "Ora tocca a noi: l’emergenza vista dalla ‘Capodarco Big Family’ della Puglia"
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date: "2020-04-22T15:14:47+02:00"
modified: "2026-04-07T01:36:01+02:00"
author: "superadmin"
excerpt: "“Sembra di vivere una sceneggiatura di un film fantascientifico, in cui si combatte il nemico invisibile che vuole distruggere il mondo, e noi nelle nostre case ad attendere l’esito di questa guerra”. Inizia così la riflessione di Ilaria Minnella, coordinatrice della Comunità di Capodarco “Padre […]"
categories: ["Altro", "Comunità"]
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# Ora tocca a noi: l’emergenza vista dalla ‘Capodarco Big Family’ della Puglia

![](https://comunita-staging.flyingweb.design/wp-content/uploads/Nardò.jpg)

*I ragazzi della ‘Capodarco Big Family’ in una foto di qualche estate fa*

**“Sembra di vivere una sceneggiatura di un film fantascientifico,** in cui si combatte il nemico invisibile che vuole distruggere il mondo, e noi nelle nostre case ad attendere l’esito di questa guerra”. Inizia così la riflessione di Ilaria Minnella, coordinatrice della [Comunità di Capodarco “Padre Gigi Movia”](https://www.comunitadicapodarco.it/sede-principale/comunita-di-capodarco-padre-gigi-movia-nardo/) di Galatone, in provincia di Lecce, che gestisce due centri diurni socio-educativi e riabilitativi, un centro sociale polivalente per disabili e un centro diurno dedicato a persone con disturbi dello spettro autistico.**Le strutture da oltre un mese sono chiuse a causa dell’emergenza covid-19** ed operatori, ospiti e famiglie hanno iniziato la loro speciale vita a distanza che, tramite le parole di Ilaria, vi raccontiamo di seguito.

“Purtroppo **non è un film e la realtà sta superando di gran lunga l’immaginazione.** I primi giorni del mese di gennaio, io come credo gran parte della popolazione italiana, ho visto questo virus come una cosa lontana, un qualcosa che comunque a noi non ci avrebbe toccati, perché si sa, è più semplice pensare che a noi non succederà mai niente e anche questa volta avremmo vissuto un’altra tragedia mondiale da spettatori. Giorno dopo giorno il virus si è avvicinato, è entrato nel nostro Paese e ci ha messi al muro in maniera violenta. In quei giorni una grande confusione nella mia testa. Alcuni operatori (lungimiranti) mi parlavano del loro timore e delle loro paure perché a loro parere non era una semplice influenza come volevano farci credere; dall’altra parte mi sentivo dire che invece i grandi scienziati ci tranquillizzavano del fatto che non fosse niente di che, ‘siamo i soliti esagerati’ dicevano, ‘vedrete che passerà presto’…e **intanto il numero dei deceduti aumentava a dismisura.**

Era un sabato sera quando dalla Regione Puglia ci arriva l’avviso che **l’accesso ai Centri Diurni era consentito solo agli ospiti muniti di tutti i presidi di sicurezza** (mascherina e guanti in lattice monouso) e che avremmo dovuto garantire a tutti gli operatori gli stessi presidi, il gel igienizzante e garantire la distanza di un metro tra le persone presenti. E’ stato in quel momento che **ho realizzato veramente che la guerra era appena cominciata.** La reazione degli operatori è stata fantastica, sono stati subito pronti ad affrontare tutti i cambiamenti e lo stesso è stato per le famiglie dei nostri ospiti. Il martedì sera la Regione Puglia ci comunica la chiusura dei Centri Diurni. Da quel giorno è iniziata una continua comunicazione fra tutti e i nostri telefonini che tanto abbiamo criticato accusandoli di allontanarci, sono diventati i nostri migliori amici e le nostre armi contro l’isolamento. Sinceramente mi sento fortunata perché le famiglie dei nostri ragazzi sono stupende! E i ‘miei’ operatori fantastici!

Ogni giorno tramite il gruppo whatsapp che abbiamo con le famiglie inviamo dei video dei nostri operatori in cui vengono proposte svariate attività da fare a casa. Una sorta di video tutorial in cui vengono proposte **attività motorie, di musicoterapia, artistiche, di giardinaggi**o e chi più ne ha più ne metta. E’ emozionante ricevere poi i video dei nostri ragazzi che svolgono i loro lavori a casa. Oltre all’invio dei video sono costanti le telefonate e videochiamate tra i ragazzi e gli operatori e tra noi operatori tutti. **Ci siamo sempre definiti una grande famiglia, ‘Capodarco Big Family’** è il nome che ci siamo dati e mai come in questo momento storico l’essere parte di una così bella realtà è fondamentale per tutti noi perché ci aiuta ad affrontare con più sicurezza le incertezze del futuro. Abbiamo alle nostre spalle una grande Mamma e un grande Papà che ci guidano, ci ascoltano e ci sono di supporto sempre. A nome di tutti grazie Maria e Gregorio! La quarantena forzata non ci ferma, avevamo programmato da tempo una formazione specifica per gli Educatori che inizierà la settimana prossima via Skype.

**“Stiamo programmando delle attività per il futuro che possono essere svolte anche a distanza di un metro.** Stiamo pensando ad un nuovo modo di stare insieme, di condividere a distanza. Siamo certi che la ripresa non sarà facile, dobbiamo rivedere le nostre abitudini, il nostro modo di comportarci, il nostro essere. **La cosa più difficile sarà non poter dare e ricevere i grandi e lunghi abbracci dai nostri ragazzi a cui siamo abituati.** Sarà dura, ma sarà un’altra sfida che supereremo al meglio, come abbiamo sempre fatto. Questo virus ha fatto emergere tutto il bello e tutto il brutto che c’è. Così abbiamo scoperto che tanta gente ha un cuore grande e si da da fare per aiutare chi è in difficoltà (in realtà noi di Capodarco lo abbiamo sempre saputo questo, erano gli altri che non se ne accorgevano) e **abbiamo ahimè scoperto che il nostro sistema sanitario e di assistenza è da rivedere, che i modelli che ci hanno imposto sono sbagliati,** che siamo persone, non numeri (ma sapevamo anche questo). Abbiamo riscoperto la bellezza di stare con le nostre famiglie, i nostri figli, i nostri genitori (chi ha la fortuna di averli vicini), i nostri mariti e le nostre mogli. “Andrà tutto bene” è quello che ci ripetiamo da settimane ed io ne sono fermamente convinta che sarà così, deve essere così. Lo dobbiamo ai nonni, ai genitori e ai figli. Ora tocca a noi, rimbocchiamoci le maniche perché alla fine di tutto, abbiamo un Paese da rimettere in piedi”.
