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title: "Progetto “Sintesi”, conclusa la prima fase. Tra i promotori, l’associazione “L’arcobaleno”"
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date: "2014-06-03T00:00:00+02:00"
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author: "superadmin"
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categories: ["Dipendenze"]
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# Progetto “Sintesi”, conclusa la prima fase. Tra i promotori, l’associazione “L’arcobaleno”

[![dott. Fabio Lugoboni](http://www.comunitadicapodarcofermo.it/wp-content/uploads/2014/06/lugoboni.preview-225x300.jpg)](http://www.comunitadicapodarcofermo.it/wp-content/uploads/2014/06/lugoboni.preview.jpg)CAPODARCO – Si è conclusa nei giorni scorsi la fase iniziale del progetto “Sintesi”, finanziato dalla Regione Marche e promosso dall’associazione “L’arcobaleno” della Comunità di Capodarco in partenariato con la cooperativa “Ama-Aquilone”. Alle giornate formative hanno partecipato tutta l’équipe dell’associazione “L’arcobaleno” e alcuni membri dell’équipe della cooperativa.

«La prima fase del progetto ha visto protagonista il dottor **Fabio Lugoboni, direttore del reparto di [Medicina delle dipendenze presso il Policlinico Giovan Battista Rossi di Verona](http://www.medicinadipendenze.it)**, polo universitario della città veneta», riferisce Riccardo Sollini, responsabile dell’associazione “L’arcobaleno”. «La formazione ha visto una prima sezione dedicata **all’abuso e alla dipendenza da benzodiazepine (Minias, Valium, Tavor ecc.), in particolare in correlazione con altre sostanze psicotrope “classiche” come eroina, cocaina**, ecc.», sintetizza Sollini, spiegando che le giornate «sono state dedicate alla conoscenza delle sostanze da un punto di vista chimico e di interazione con il corpo, con particolare attenzione al metodo di intervento farmacologico e terapeutico».

Altro argomento trattata, quello dell’**abuso di farmaci oppioidi (Oxicodone, Vicodin, Patrol** ecc.), **tema urgente e «allarmante – secondo Sollini –, visti i dati provenienti dagli Stati Uniti, dove si è registrata un’impennata enorme dell’abuso e della dipendenza da queste sostanze, legali e di facile accesso, in quanto prescrivibili direttamente dal medico di base**». Inoltre «l’abuso di queste sostanze ha portato al riaccendersi dell’utilizzo di eroina, come conseguenza della dipendenza da questi farmaci».

In Europa il problema non è ancora esploso come negli Usa, ma «conoscere questo tipo di farmaci è fondamentale, in quanto**i dati che abbiamo registrato rispetto alle percorse che sono accolte nella nostra struttura è di abuso di farmaci oppioidi senza prescrizione, così come di benzodiazepine**», sottolinea Sollini.

**La seconda giornata di formazione è stata dedicata all’alcool e alla cocaina.** Sono state analizzate le sostanze, le conseguenze dell’abuso, i trattamenti. «Passaggio successivo è stato quello dell’**interazione delle sostanze assunte insieme, i legami che si creano rispetto alla ricaduta e alla prevenzione della ricaduta**». In seguito ci si è focalizzati sullo studio di casi clinici presenti nella struttura, «con approfondimento rispetto al poliabuso e al confronto sull’intervento clinico e terapeutico. Una formazione fondamentale rispetto alla specificità dell’intervento portato avanti in Comunità, con l’accoglienza di poliassuntori», commenta Sollini.
