L’attività spirituale è slegata dal tempo e dallo spazio

Figli del Giorno

Marzo 19, 2026
“fate questo in memoria di me”

Vinicio 2Alla vigilia delle festività pasquali la liturgia di questa domenica offre la prospettiva che la presenza di Cristo non scomparirà. Per mezzo del miracolo di Lazzaro, l’evangelista Giovanni indica la potenza di Cristo, portatore di luce e di verità. La guida è suggerita nelle parole di San Paolo ai Romani, riportate nella seconda lettura di questa domenica: «Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi».

Uscite dalle vostre tombe

Il brano del profeta Ezechiele è esplicito. Parla della risurrezione finale. La vita umana termina con la morte, ma l’esistenza di ognuno rivivrà in Dio: «Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò. Oracolo del Signore Dio».

La religiosità ebraica aveva il terrore della morte. La “Valle della Morte” chiamata Geenna è una valle vicino a Gerusalemme richiamata nei testi rabbinici come luogo di purificazione o distruzione dei malvagi nel giorno del giudizio. Soltanto tardivamente la fede nella risurrezione entra nel mondo biblico. Il profeta Ezechiele nel testo appena citato esprime la speranza. Soprattutto con i martiri, dal Libro dei Maccabei, diventa certezza. Soltanto alcune persone (Enoch, Elia) di particolare importanza non subiscono la morte come tutti i mortali. Con la figura di Cristo la dottrina insegna chiaramente la risurrezione.

Anche se muore

Il brano dell’evangelista Giovanni che narra il ritorno alla vita dell’amico Lazzaro: descrive contemporaneamente la verità della risurrezione e l’opera miracolosa di Gesù. Non sappiamo storicamente che cosa sia avvenuto. Nell’insegnamento di Giovanni l’attenzione è tutta rivolta a Gesù. Si innesca un racconto che è di vicinanza e di vita. Lazzaro è un amico di famiglia, insieme alle sorelle Marta e Maria. Gesù risponde all’invocazione di dolore che le sorelle rivolgono a Gesù per il fratello morto. Un dettaglio fa scoprire l’origine ebraica del miracolo. Dopo quattro giorni era la convinzione che per gli ebrei che l’anima si distaccasse dal corpo.

Gli studiosi, pur non negando il miracolo, sono orientati a interpretare il racconto come simbolico. Infatti, appena saputa la notizia della malattia di Lazzaro Gesù osserva: «All’udire questo, Gesù disse: Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Il brano si sviluppa con al centro Gesù. Gli altri componenti del gruppo servono a esaltare la figura del Maestro. Nulla di straordinario nel miracolo.
A Marta Gesù risponde: «Gesù le disse: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

E’ la dichiarazione dell’immortalità della vita. Un pensiero che aiuta a vivere intensamente con la certezza che nulla andrà perduto. E’ la speranza che risiede già nella vita. Con il tempo che trascorre, la vecchiaia che fa intravvedere la fine, nello spirito umano permane la speranza dell’immortalità. Tutta l’attività spirituale è slegata dal tempo e dallo spazio. Un’aspirazione che la fede in Dio trasforma in certezza. Tale verità fa vivere con intensità e moralità la vita terrena come momento pratico, affidato alla libertà, la vita che Dio concede e che non lascia nel vuoto della morte. I sentimenti creano i legami del ricordo. La fede offre la certezza della continuità. Il salmo offre la conclusione dell’esistenza: «perché con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione».

22 Marzo 2026 – Anno A
V Domenica di Quaresima
(1ª Lett. Ez 37,12-14 – Salmo 129 (130) – 2 ªLett. Rm 8,8-11- Vangelo Gv 11,1-45)