“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N.144 – LE VICINE GUERRE

Senza Conservanti

Marzo 5, 2026
“senza conservanti”, la rubrica di vinicio albanesi. n.148 – tredicenni e diciassettenni

Senza Conservanti Per SitoSabato 28 Marzo abbiamo saputo che era iniziata la guerra contro l’Iran da parte di Israele-USA. Le prime immagini mostravano scoppi e incendi in Iran; dopo qualche giorno la guerra è deflagrata nel sud del Libano e nei paesi Arabi confinanti. Più tardi è stata comunicata la morte di Khamenei e di molti personaggi di alto rango. L’impressione, anche se derivante da immagini, è stata di sconcerto. Senza autorizzazione dell’ONU, Israele e gli Stati Uniti hanno dichiarato che la guerra era stata decisa per la sicurezza internazionale e dei rispettivi territori. Nel frattempo la guerra in Ucraina continua, con molti morti e interi paesi rasi al suolo. Si sono accesi dibattiti nel nostro paese, nell’Unione europea e nel mondo.

Difficile per chi legge e ascolta le notizie drammatiche, dare giudizi sulla giustezza della guerra. Colpisce lo sconforto: che cosa possono fare i comuni cittadini che sono semplici spettatori? Il Papa e la Santa Sede invocano la pace; sono state proposte preghiere per la pacificazione tra i popoli. Sicuramente la preghiera aiuta; Dio non può intervenire su vicende che hanno origine dalle volontà umane. La domanda centrale rimane: che cosa è possibile fare perché le guerre non si scatenino? Un barlume di risposta deriva dalle preoccupazioni sorte anche a distanza a causa delle guerre: aumento dei prezzi, impossibilità di libero scambio e di movimento, fino a impedire il rientro nel proprio paese, per la chiusura dei porti e degli aeroporti. Preoccupazioni giuste che nascondono tutele per la propria incolumità e libertà.

In un clima di guerre economiche, frammiste al ricorso della religione quale elemento di giustificazione, la riflessione si allarga per concludere che l’unità tra ricchezza e potere, crea disuguaglianza, anche al prezzo di morti e di devastazione. La novità del nostro secolo dimostra che la terra è interconnessa nelle risorse, nelle comunicazioni, nei domini. Ognuno è chiamato a tutelare se stesso, a prescindere da leggi ed etica. La novità è dunque nel rifiuto di regole e di limiti nella tutela dei diritti. Le giustificazioni sono inventate, narrate e imposte da visioni e poteri che rispondono solo a se stessi.