“Senza conservanti”, la rubrica di Vinicio Albanesi. N.148 – TREDICENNI E DICIASSETTENNI
Senza Conservanti
Aprile 2, 2026

Gli episodi del tredicenne di Trescore Balneario che ha accoltellato la professoressa e del diciassettenne di Perugia suprematista e maschilista, hanno fatto emergere, con eccezionalità, la condizione estrema di adolescenti rissosi, violenti e solitari. Gli episodi di violenza, di aggressioni, di distruzione sono sempre più frequenti. Non c’è festa e ritrovo durante i quali tutto scorre tranquillo. Bande che si scontrano, vittime accerchiate e percosse riempiono le cronache locali di città grandi e piccole.
La reazione degli adulti è di condanna; la politica pensa a decreti sempre più restrittivi, le volanti di carabinieri e polizia sono allertate nelle notti che dovrebbero essere di festa e di balli. In realtà gli adolescenti sono abbandonati. Le famiglie non riescono a seguire questi infanti che non sono più bambini. I genitori ed educatori ignorano i passaggi dell’età gli interessi gli amici. Si comportano con le stesse cure pratiche di accudimento domestico, senza nemmeno intuire che cosa i figli e le figlie stanno diventando. Fino a che sono piccoli li accompagnano nelle piazze andando a portarli e a riprenderli: come i ragazzi diventano autonomi, al massimo notano a che ora della notte rientrano a casa. In realtà non c’è comprensione e vicinanza: ignorano gli strumenti e i linguaggi dei loro figli.
La scuola è stata depauperata violentemente della loro funzione educativa. Gli insegnanti si limitano alle loro lezioni tecniche, non azzardandosi a leggere e tanto meno ad intervenire se i comportamenti appaiono almeno problematici. Lo sport è diventato ambito di pura competizione: scuole di calcio, di ciclismo, di danza, di musica con ritmi chiari di puntualità e serietà. Gli oratori parrocchiali sono in profonda crisi perché non riescono a reperire i capi-educatori capaci di dedicare tempo e fantasia a gruppi di ragazzi.
L’adolescente che è ricerca di identità, se rimane solo, con le sue problematiche può esplodere in atteggiamenti tendenti alla propria esclusiva valorizzazione. Le dichiarazioni violente, gli atteggiamenti di sfida indicano la solitudine e la strada della crescita della propri personalità che può diventare errata, assurda, autolesionista. L’esperienza dice che l’adolescente, se accompagnato e rispettato, è capace di riflettere e di crescere armoniosamente. Il rischio più alto è lasciarlo solo.
