"Non abbiate paura"

Le letture di questa domenica rivelano il particolare incontro con Dio. Il profeta Elia, San Paolo con la lettera ai Romani e il Vangelo di Matteo si concentrano con l’incontro con Dio.
Una brezza leggera
L’incontro di Elia, grande profeta è significativo del suo incontro con Dio. «Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera». Contro l’idea del Dio impetuoso, onnipotente e lontano di Jaweh, caratteristico di molte descrizioni della Legge, l’incontro di Elia è narrato con” il sussurro di una brezza leggera”. Nel silenzio della coscienza, con sé stessi e la preghiera è possibile incontrare Dio. L’accentuazione è il “sussurro”, la voce delicata e confortevole per un incontro profondo, vitale, rispettoso. Dio non pretende, non è arrogante: si propone, in attesa.
Nella storia della Chiesa c’è chi, fedele privilegiato, percorre la storia dell’incontro con Dio amorevole. Sono quanti, per tutta la vita, vivono l’esistenza fatta di silenzi, rispetto, moderazione e riflessione. Le Congregazioni maschili e femminili di contemplazione seguono la strada dell’incontro con Dio. Sembrano inutili, sospinti dall’azione e dall’ansia di agire a nome e per conto di Dio. Sono difficili da comprendere e accettare. Eppure hanno il desiderio di incontrare Dio.
Un esempio radioso è quello di Charles de Foucauld. Un militare che scopre nel silenzio del deserto l’incontro don Dio. Molti gruppi si ispirano alla sua missione. Con semplicità, senza rumori, a nome e per conto di Dio. Alcuni più forti riescono a vivere nella solitudine totale, senza sostegni e senza aiuti: sono gli eremiti e le eremite. Occorre la vocazione forte e solide per vivere in solitudine.
Lui stesso ebreo
San Paolo, nel suo slancio di fede, dopo essere stato il persecutore dei cristiani arriva all’assurdo, di voler essere eretico, pur di aiutare i suoi fratelli ebrei perché riconoscano Gesù: «Vorrei infatti essere io stesso anatema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne».
La sua fede è incrollabile, il suo spirito di missione si rivolge ai propri abitanti perché riconoscano Gesù, lui stesso ebreo.
Non abbiate paura
Il Vangelo narra l’episodio della burrasca sul lago, dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. La scena è simbolica: richiama la condizione delle comunità cristiane, appena costituite. Anche in questa circostanza il Signore Gesù è presente; incoraggia i suoi discepoli nella tempesta della persecuzione. Aiuta Pietro, apparendo nella sua fede: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». La Chiesa e ciascuno dei suoi fedeli conoscono dubbi, mancanza di fede, paura e solitudine. Il Signore segue le condizioni di ognuno. Interviene e assicura “non abbiate paura”.
Il Salmo conferma la compagnia e la speranza della presenza di Dio.
«Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo».
9 Agosto 2026 – Anno A
XIX Domenica del tempo ordinario
(1ª Lett. 1Re 19,9a.11-13° – Salmo 84 (85) – 2ª Lett. Rm 9,1-5 – Vangelo Mt 14,22-33)

