SALUTE MENTALE E TERRITORIO
Resoconto delle esperienze e del cammino percorso da un gruppo di operatori per giungere a organizzare il servizio per la salute mentale nel centro di Firenze, cessando di utilizzare l’ospedale psichiatrico e servendosi di centri sociali di quartieri, di case famiglia, di un laboratorio artigiano, dell’ospedale generale, e inserendosi nella vita di quartiere oltre che nell’organizzazione sociosanitaria periferica.
Il primo capitolo è una sintesi dei riferimenti culturali e giuridici entro i quali si è sviluppata l’azione dell’èquipe psichiatrica e medicosociale. Tale azione si è svolta fra i tentativi iniziali di liberalizzare un reparto manicomiale e l’attività attuale in un territorio che può prefigurare, a grande linee, un consorzio sociosanitario e quindi un’unità sanitaria locale. Il secondo capitolo tratta del territorio e della popolazione cui si riferiscono le esperienze. L’approccio utilizzato dagli autori è quello dell’analisi ecologica, cioè lo studio della distribuzione delle domande-bisogni per aree territoriali e per aree sociali oltre che per caratteristiche demografiche. Nel terzo capitolo si fa riferimento ad alcune categorie di bisogni rilevati soprattutto attraverso l’attività presso il pronto soccorso dell’ospedale generale. Il quarto capitolo è dedicato all’attività nel territorio. Il quinto capitolo tratta dell’attività nell’ospedale generale: il pronto soccorso psichiatrico, l’attività ambulatoriale e la consulenza ai reparti dell’ospedale, la cura in situazione di degenza. Il sesto capitolo riferisce l’esperienza dei gruppi famiglia e dell’attività lavorativa protetta. Il settimo e ultimo capitolo introduce il tema del rapporto fra psicoanalisi e servizio pubblico sulla base di considerazioni derivanti dalla utilizzazione dei metodi psicoanalitici così come viene compiuta nel servizio di igiene mentale.



