RAGAZZI DIFFICILI?

    Si, se considerati emblematici di un epoca difficile, tra adulti difficili, figli di questa nostra difficile società, sempre nostri figli. No, se per difficili intendiamo anormali, diversi da noi, figli rinnegati. “Queste sono pagine sofferte di operatori che propongono una loro esperienza d’amore, non solo contributi culturali nel senso aulico del termine; sono testimonianze offerte a tutti, dirette a porre ciascuno nella condizione di esaminare le proprie prese di coscienza in un campo del vivere associato ove si gioca l’avvenire dei nostri figli.
    Il significato di questo libro, di questo incontro tra operatori, è racchiuso nella sua dedica e nel titolo dell’ultimo intervento, è racchiuso cioè un atto di speranza nella capacità degli uomini di affrontare da adulti le sconvolgenti esperienze di vita sociale sempre più disgregata, e nell’avvento di un mondo nuovo nel quale non si affrontino i problemi della difficoltà di crescere dei nostri ragazzi in termini di repressività e di difesa sociale.
    Gli autori sono accomunati dalla stessa scelta culturale, da una stessa fede: nel valore dell’educazione, nel diritto del minore ad essere educato, come nella sua possibilità ad essere educato, perché l’uomo è una creatura capace di un’educazione permanente.