IL MONDO È UNA BARRIERA

    La società contemporanea riesce anche ad essere una fabbrica di paralizzati. Le varie forme di meccanizzazione fanno perdere ogni anno a moltissime persone, in gran parte giovani, l’uso delle gambe, di un braccio o di entrambi. Una buona percentuale di essi si ristabilisce, grazie ai progressi della medicina e della chirurgia, ma si trova a dover vivere con un grave problema in più. A costoro si aggiunge chi non può usare le mani o le gambe a causa di una malformazione congenita o di una malattia sopravvenuta.
    Per tutti si tratta di una lotta spesso impari contro una società che ha il feticcio della produttività indiscriminata e che costruisce le sue strutture materiali e culturali sul culto di un rendimento fisico e intellettuale destinato ad escludere l’handicappato da una partecipazione sociale. Questo libro si sofferma in particolare sulla situazione dei paralizzati, ma delinea un quadro e suggerisce delle conclusioni che valgono per analogia riguardo a qualsiasi tipo di handicap, specie in un paese come il nostro che oltre tutto, come il testo precisa, è tra i più arretrati per ciò che attiene l’inserimento degli handicappati sia nel mondo della produzione che in quello delle relazioni umane e sociali.
    Fra i vari capitoli, (Un’esperienza pilota: la comunità di Capodarco e le sue cooperative).