UN BAMBINO NELL'OSPEDALE PSCHIATRICO

    Questo libro è innanzitutto la storia di un reparto di bambini in un villaggio psichiatrico. Un reparto: cioè i pazienti, ma anche il gruppo costituito intorno a loro, con loro – eventualmente contro di loro – da medici, sorveglianti, infermieri, psicologi. Una storia: perché l’autore, che qui ha avuto il posto di medico interno, segue il reparto dal momento della sua creazione e tiene quel che si potrebbe chiamare il diario delle sue illusioni.
    Un bambino nell’ospedale psichiatrico: perché un giorno l’amministrazione imporrà l’arrivo nel reparto di un bambino che, a differenza degli altri, parla, e non si lascia prendere dal gioco degli inganni che consentono all’èquipe curante di non guardare in faccia la realtà. La parola di Christian, in quanto è vera, da sola farà saltare tutto il sistema. Effetto di cui è mancato poco che Christian stesso diventasse vittima – ma che ha consentito a Jean Sandretto di scrivere un libro tra i più onesti, più concreti, più rispettosi di una quotidianità spaventosamente difficile, ma anche tra i meno truccati e, in ultima analisi, tra i più violenti, sul mondo del manicomio.