PORNOGRAFIA E COMPORTAMENTO SESSUALE DEVIANTE
Il libro tratta sia degli effetti psicologici all’esposizione a materiale erotico, sia degli aspetti giuridici del problema. La pornografia stimola la perpetrazione di crimini sessuali, come molti ritengono? Gli autori si avvicinano a questo problema essenziale attraverso uno studio empirico che mette in relazione l’esperienza col materiale erotico nei primi anni di vita con lo sviluppo degli atteggiamenti, dei valori e del comportamento sessuale successivi. La loro indagine è stata progettata per vagliare l’ipotesi che i maschi sessualmente atipici presentino nei loro anni formativi una maggiore esposizione alla pornografia che non i maschi che vivono la sessualità secondo gli standards comuni. I gruppi atipici studiati sono gli stupratori, i molestatori di bambini, gli omosessuali, i transessuali e i pornofili abituali.
Gli autori prendono anche in esame le relazioni tra le fantasie sessuali e l’esposizione e l’interesse per il materiale erotico. Essi valutano se le fantasie sessuali nascono dal materiale erotico incontrato nei primi anni di vita, se la scelta del materiale erotico è fatta per essere parallela, alle fantasie erotiche ricorrenti, e indagano sulla natura delle relazioni tra le fantasie sessuali e il comportamento sessuale effettivo.
Il libro tratta infine il problema della definizione di pornografia, e i problemi inerenti alla tutela penale in una società democratica e libera. L’introduzione di Guglielmo Gullotta rapporta questa ricerca alla situazione italiana.




