AFFINITÀ SESSUALI: RAPPORTO DELL'ISTITUTO ALFRED C. KINSEY

    Perché alcuni individui diventano omosessuali mentre altri divengono eterosessuali? Cosa, perché e come si determina, l’opzione omosessuale negli uomini e nelle donne? Quale rapporto intercorre tra le esperienze sessuali del bambino e la preferenza sessuale dell’adulto?
    Gli autori sono giunti a conclusioni sorprendenti. Intervistando un campione composto di 1.500 persone circa, tra bianchi e neri, uomini e donne, omosessuali e eterosessuali, per cinque ore ciascuno (l’elaborazione dei dati ha richiesto ben dieci anni!) secondo il sofisticatissimo metodo detto “path analysis” o “ regression analysis” (Che tiene conto di ben quindici variabili comparate e interdipendenti – sesso, età, livello di istruzione, occupazione, razza, “opzione sessuale”, ecc.) hanno concluso che omosessuali o eterosessuali si nasce, ben più difficilmente lo si diventa. La scoperta più significativa e inattesa: la “affinità sessuale” si manifesta così presto nella fanciullezza che in essa si può cogliere un segnale, una propensione già connaturata nel soggetto; quindi il retroterra familiare assume minore rilievo.
    L’omosessualità, secondo l’interpretazione del rapporto Kinsey, pur dipendendo da un modello teorico rappresenta e costituisce un passo avanti importantissimo, per la sessuologia e per le molteplici questioni aperte nella scienza, nella cultura, nel costume contemporanei.
    I risultati di questa ricerca contribuiscono sensibilmente a minimizzare il significato e il valore umano della differenza, tanto più rilevante nell’opinione comune tradizionale quando riguarda il sesso.