GLI ANZIANI: PREVENZIONE DELLA CRONICITÀ E INTERVENTI PER I NON AUTOSUFFICIENTI

    La Fondazione “E. Zancan” negli ultimi tre anni ha organizzato vari seminari sui problemi degli anziani, in una prospettiva critica nei confronti dell’attuale cultura dell’anziano, della sua emarginazione dall’attività produttiva e dai ruoli sociali, dell’isolamento in cui è segregato quando perde la sua autosufficienza e diventa una persona spesso ammalata e in modo cronico. L’immagine che la nostra cultura ha dell’anziano è di una persona che necessita di aiuto, di essere mantenuta in vita e, all’interno di un tessuto sociale, di essere stimolata all’attività e alla creatività; ha bisogno di interventi simili e analoghi per tutte le zone e per tutti gli anziani. È l’immagine di un uomo diminuito svuotato di valore: è un vecchio bisognoso, inattivo, non capace di creare, ai bisogni si deve provvedere con l’assistenza, con i servizi di cui è oggetto più o meno passivo o attivato artificialmente con la “partecipazione” o con forme di pseudo-cultura e di pseudo-volontariato. La vecchiaia viene definita e percepita come inevitabile perdita di capacità e quindi di valore.
    Soprattutto in uno dei seminari è stata approfondita questa cultura e le motivazioni e le modalità per promuovere una cultura alternativa dell’anziano, in cui l’elemento fondante non è l’anziano, ma l’uomo, che conserva interamente il suo valore essenziale in tutte le fasi e in tutti i momenti della sua vita, che sono sì diversi, ma egualmente significativi, tanto quello della nascita quanto quello della morte.