GIUDICI, PSICOLOGI E DELINQUENZA GIOVANILE
Il volume contiene una serie di contributi predisposti in occasione di alcune sessioni di studio organizzate d’intesa tra le Università di Padova e di Roma e l’Ufficio per i minorenni del Ministero di Grazia e Giustizia. Il testo è diviso in 3 parti: nella prima si affronta il problema epistemologico tra categorie giuridiche e categorie psicologiche;
nella seconda si indaga sull’inadeguatezza scientifica dei giudizi di “maturità”, “pericolosità sociale” e “incapacità di intendere e di volere”; mentre nella terza si cerca di dare una risposta sociale e istituzionale alla devianza giovanile, analizzando i ruoli degli operatori della giustizia.
Tra le relazioni da segnalare quelle di Giovanni Bollea (Il problema della pena e il neo-classicismo criminologico), Gaetano De Leo (Oltre la prescrizione di maturità-immaturità), Giuseppe Mosconi (Mutamento dei sistemi di controllo e critica della devianza come categoria).




