CARCERE E FABBRICA
Nell’ambito degli studi sulle origini storiche delle istituzioni penitenziarie, il testo indaga, attraverso due saggi di Dario Melossi e Massimo Pavarini, i rapporti tra carcere e lavoro in Europa e in Italia tra il 1500 e la prima metà dell’800 e alle esperienze penitenziarie degli Stati Uniti d’America nella prima metà del XIX secolo. La tesi di fondo è che l’istituzione carceraria non fa che proporre o esasperare modelli di organizzazione sociale e economici che si vogliono imporre o che già sono presenti nella società.
Il carcere è l’emblema del modello di organizzazione del potere stesso. Infatti le origini dell’internamento coatto in Inghilterra nella seconda metà del ‘500 per raccogliere oziosi, vagabondi, ladri e sottoporli al lavoro obbligatorio e ad una rigida disciplina rappresenta una necessità di fronteggiare con strumenti repressivi le grandi masse di ex lavoratori agricoli e di sbandati che, a causa della crisi del sistema medioevale, si riversavano nelle città non potendo essere assorbite dalla nascente manifattura con la stessa rapidità con cui si realizza l’abbandono delle campagne.




