GRANDEZZA E LIMITI DEL PENSIERO DI FREUD

    “Grandezza e limiti del pensiero di Freud” costituisce una coerente summa del pensiero di Fromm: una resa dei conti con la matrice freudiana, ma insieme il perentorio richiamo alla necessità, intuita da Freud, di “privare l’uomo dell’orgoglio per la propria razionalità”, andando alle radici e scoprendo che il pensiero conscio spesso vela i nostri pensieri e sentimenti inconsci, e pertanto “nasconde la verità”. Se la scoperta di Freud, vale a dire un metodo per giungere alla “verità” al di là di ciò che un individuo crede sia la verità, era rivoluzionaria non meno dell’interpretazione di Marx dell’ideologia borghese (e Fromm sottolinea di continuo il parallelismo), d’altro canto i suoi “limiti” sono individuabili nell’obbedienza, del resto inevitabile date le premesse sociali e culturali, allo scientismo della sua epoca, alla visione paternalistica della società e all’illusione acritica che l’essere umano potesse venire ridotto a un coacervo di istinti, secondo una visione miopemente pansessualistica.

      GRANDEZZA E LIMITI DEL PENSIERO DI FREUD