ANDI ANDI
Andi Andi – scrive Rosanna Benzi nella prefazione – è un libro graffiante, pieno di ironia, fantasioso ma estremamente reale.
Sarà una sorpresa per molti constatare che siamo anche capaci di ridere di noi su di noi e per noi. Noi gli altri. Certo, la scelta dell’autoironia, in un ambito dove la pietà è quasi di regola, potrà sembrare a volte spietatezza o, magari, cattivo gusto ma è semplicemente il tentativo di affrontare il problema di Andi in un modo nuovo, libero da pregiudizi e tabù.
Le vignette, sono uno sguardo disincantato, dal di dentro, dal di qua del fosso. Con Alice dall’altra parte dello specchio, eccoci davanti agli occhi un mondo rovesciato nel senso e nel valore. Allora sorridiamo, ridiamo pure. Le illustrazioni con il loro breve commento ci faranno riflettere anche perché ognuno di noi fatalmente si riconoscerà in queste pagine: da una parte o dall’altra… o da tutte e due. Il tutto è decisamente interessante. È un gioco… un gioco intelligente.
Soltanto da un’esperienza di condivisione ed emancipazione – continua Rosanna Benzi – con gli emarginati poteva nascere un’analisi come quella che troverete in queste pagine ed è la dimostrazione di come la cultura è una cosa troppo importante per lasciarla fare solo agli intellettuali. È un libro aperto, non pretende di concludere, di dire l’ultima parola. A volte sfiora con leggerezza, a volte penetra tagliente nei meccanismi emarginanti: dall’individuo all’istituzione, dalla famiglia alla chiesa, dal mondo del lavoro allo stato, dalla sessualità alla cultura, dalla scuola alla strada…

Copertina mancante.



