ADOLESCENTI CONTRO?
In passato un certo tipo di disagio preadolescenziale e adolescenziale, tradotto in devianza minorile, è stato oggetto di diverse interpretazioni da parte degli esperti di molte discipline: è stato visto come espressione di un disturbo individuale innato, come effetto di una cattiva socializzazione, dovuta ad eventi disturbanti occorsi nell’età evolutiva, o, infine, come risposta a particolari condizioni della struttura sociale di appartenenza. Di conseguenza sono state formulate ipotesi che, solo approssimativamente hanno retto agli interrogativi posti da un così importante fenomeno, essendo riferite a fattori troppo specifici e non implicanti l’individuo nella sua complessità bio-psico-sociale. Si è giunti, in tempi più recenti, alla consapevolezza della necessità di una integrazione interdisciplinare del problema, nonché di una integrazione della teoria con la ricerca empirica.
In particolare, si è cercato di attuare una integrazione nell’ambito socio-psicologico operando sulla base di due distinti livelli: l’indagine sociologica, che attraverso l’esame dei fatti o fenomeni di devianza, fornisce delle ipotesi di lavoro alla psicologia dinamica e clinica al fine di individuare lo sfondo esistenziale dentro il quale si muove il soggetto; l’indagine etogenica ed antropomorfica che si concretizza successivamente in una visione più ampia e in nuovi schemi concettuali le cui strutture portanti sono da una parte i dati emergenti dall’analisi psicodinamica delle motivazioni inconsce e irrazionali all’agire umano sullo sfondo di una socializzazione primaria del soggetto, e dall’altra i dati emergenti dalle dinamiche prodotte dal “farsi” dell’interazione tra il soggetto e il suo contesto culturale di appartenenza. Ciò che tali tipi di analisi si propongono è di tentare una spiegazione del fenomeno della devianza, visto come espressione di situazioni multifattoriali interagenti. Si tenta, in particolare, di confrontare la problematica sociale con l’esame individuale, mirando ad una sintesi che spieghi la situazione del disagio giovanile a livello di devianza come momento di confluenza di determinate situazioni sociali e di particolari strutture e dinamiche della personalità.





