MI HANNO PRESO A SCUOLA
Un bambino handicappato che può dire “mi hanno preso a scuola”, dovrebbe poter capire le ragioni di quell’accoglienza.
Il libro spiega alcune ragioni – ritenute dagli autori fondamentali – che riguardano l’“organizzazione scolastica” e la necessità che la scuola completi i suoi compiti dotandosi di competenze e qualità che quel bambino richiede. Sono dunque le “ragioni strutturali e concettuali”, per capire le esigenze e le difficoltà, entrambe presenti nella scuola odierna, a fare in modo che non si annullino reciprocamente. Quel bambino “accolto”, porta domande di qualità, esige risposte che devono trovare un quadro concettuale e degli strumenti operativi. È una capacità progettuale, in sostanza, che quel bambino richiede. Esige buona volontà e professionalità. Non dice di no alle “tecnologie”, ma vuole che siano “integrate” nel progetto della scuola e nella quotidianità.
Per questo, nel libro la parte più consistente riguarda proprio le proposte di uso integrato di materiali e tecnologie. In definitiva, le buone ragioni per cui quel bambino è accolto nella scuola saranno le possibilità che lui stesso comprenda la strada scolastica che compie: comprenda il percorso che ha fatto, quello che sta facendo e quali prospettive ha davanti. L’Hanno preso a scuola perché concretamente partecipi alla realizzazione di una migliore qualità della scuola.

Copertina mancante.



