PER UNA LETTURA DELL'EMARGINAZIONE
In termini strutturali la marginalità non è più esclusivamente individuabile nella fase di sviluppo economico selvaggio; l’emarginazione si ricolloca in una situazione di capitalismo maturo che, lungi dalle non moderne emarginazioni, ne crea di nuove, più complesse e di difficile spiegazione. Si è passati, cioè da una situazione di “povertà fisiche” a situazioni di “povertà umane”, anche se le prime non sono affatto scomparse. La situazione, in rapporto all’handicap, alla deviazione giovanile, alla situazione di minori e di anziani, “regge” laddove il tessuto sociale è ancora riconducibile a forme umanamente vivibili. Il testo fornisce intuizioni, forme alternative, spiragli di soluzione. L’obiezione più facile è quella che dice che il microcosmo non intacca il macrocosmo. Invece le intuizioni suggerite hanno non soltanto il vantaggio di lottare sul fronte concreto dell’emarginazione ma soprattutto di dare una chiave di interpretazione. L’accoglienza, le forme alternative di cooperazione, il rispetto della dignità delle persone hanno il vantaggio di essere paradigma di soluzioni più vaste. Chi riducesse queste forme di umanità a piccoli strumenti di risposte ai bisogni non ha compreso la logica stessa dell’emarginazione.
Oltre ad alcuni scritti originali il volume contiene gli “Atti del Seminario di Studi” sul disagio sociale organizzato a Grottammare (AP), nell’inverno 84-85, dalla Comunità “Caniette” di Ripatransone (AP).




