DOSTOÈVSKIJ: IL MISTERO DELL'UOMO

    Questo volume contiene le 5 relazioni presentate al Seminario di Studio svoltosi presso la Biblioteca della pro Civitate nel 1984 introdotte da una presentazione di Rosa Brambilla.
    Eugenio Vaghin nel primo saggio “Dostoevskij e la cultura russa del XIX secolo”, afferma che l’Ottocento può essere letto come il secolo in cui si sono scontrati due principi, “l’alto idealismo e il piatto positivismo, l’edificazione creativa e la distruzione nichilista, la fede e la negazione di Dio”, così come si riscontra in ogni romanzo dello scrittore russo.
    Nel secondo saggio Anna Lo Gatto Maver “Dall’uomo del sottosuolo all’uomo ridicolo”, cerca il filo conduttore esistente tra “Le memorie del sottosuolo” del 1864 con i grandi romanzi degli anni 1866-1880, trovandolo nell’uso di un linguaggio che sa esprimere particolari stati d’animo.
    Nel terzo saggio Angela Dioletta Siclari affronta “Il mistero del bene nella riflessione di Dostoevskij”. Connesso con il tema del Male, frutto dell’intellettuale che si è lasciato sedurre dal razionalismo rifiutando valori più semplici ed evidenti oramai conservati solo nel popolo umile, il Bene è stato relegato nel mondo interiore, mentre sul piano pratico viene rimosso così l’uomo ha smarrito la propria umanità attraverso la perdita del senso della realtà e dell’ideale.
    Il saggio di Guido Sommavilla “Il problema religioso in Dostoevskij” ci propone uno scrittore che non ha scoperto Dio sul filo della logica, ma su quello esistenziale. L’autore passa poi ad analizzare alcuni personaggi come Stavrogin ed Ivan attraverso i quali si intuisce come il suo Dio sia russo-ortodosso ed antiromano e propone una cristianizzazione-sacralizzazione dello Stato che si contrappone alla statalizzazione il cui strumento principale sono stati l’Inquisizione e i Gesuiti.
    Il volume si conclude con il breve scritto di Sergio Givone “Dostoevskij: nichilismo e pensiero tragico”. Lo scrittore russo ne “I Demoni” affronta il problema del nichelismo tracciandone la parabola di quanto storicamente accaduto e mostrando come le diverse prospettive siano tutte equivalenti. La stessa esperienza nichilista viene poi giudicata dal pensiero tragico: gli eroi di Dostoevskij si chiedono ossessivamente la ragione del Male senza ottenere una valida risposta, ma, contrariamente agli antichi eroi, essi cadono nelle mani del Dio vivente che mantiene aperto il dissidio tra il comico e l’assurdo dell’esistenza.

      Copertina mancante.