SUD EMERGENTI TRA VECCHIA E NUOVA IDENTITÀ
Per capire il Sud, oggi, non si può restare ancorati ai vecchi schemi di una presunta “società preindustriale”. Le enormi trasformazioni avvenute nel Mezzogiorno a partire dagli anni Sessanta hanno assimilato elementi di modernità e di “postmodernità”, in un nuovo scenario socioculturale: nuova ottica del rapporto città–campagna, nuova cultura dell’autoaffermazione, mutata concezione del lavoro, crescita degli strati medi, sviluppo dei processi associativi extrafamiliari, frammentazione sempre più vasta e pluricollocata dei soggetti fra lavoro e tempo libero. Ma in quale misura e con quali specificità questo processo di modernizzazione ha toccato anche i centri minori, di primaria importanza sul piano demografico?
Il volume prende in esame cinque piccoli comuni, per vari aspetti di valore emblematico, appartenenti a cinque diverse aree del Meridione. Due comunità dell’interno: Oriolo (Calabria) e Stigliano (Basilicata). Tre comuni appartenenti ad aree maggiormente sviluppate: Popoli, Locorotondo e Parabita (Puglie). Indagando sui rapporti fra struttura economica e cultura, gli autori ne evidenziano alcuni aspetti più significativi: lavoro, consumi, famiglia, forme di aggregazione sociale.
La ricerca, svoltasi nel biennio 1983-84 a cura della Scuola sindacale Cisl di Taranto, utilizza allo scopo le tecniche delle “indagini di comunità”, basate sul metodo combinato dell’osservazione partecipante, dell’intervista-provocazione, dei colloqui informali. Il tutto nella logica di superamento del semplice paradigma economicistico, per un’analisi più attenta e variegata della realtà meridionale.




