GIOVANI INUTILI. Essere disoccupati in provincia di Cuneo

    “Le fasce giovanili, che la ricerca contenuta nel libro individua, sono sottoposte, ad un processo di vera e propria esclusione sociale; processo che si presenta in termini strutturali e che va ricollegato alle grandi trasformazioni in atto nell’assetto produttivo e sociale del nostro paese. Siamo in presenza di una disoccupazione che non è legata unicamente al ridimensionamento quantitativo della domanda di forza lavoro, ma anche al mutamento qualitativo dell’offerta. Ciò sembra limitare drasticamente, specie in prospettiva, le possibilità di sbocco per le categorie più dequalificate. Intanto la differenziazione sociale che è in atto, tende ad allentare quei vincoli solidaristici che fino a ieri permettevano al tessuto sociale della “Granda” di contenere le micro-conflittualità. La disoccupazione giovanile, oltre che ad esserne la conseguenza, alimenta essa stessa il circolo vizioso dell’emarginazione-devianza.
    Nell’indagine emerge tutta la drammaticità di questo fenomeno, specie se situato in un territorio come il cuneese, dove paradossalmente persiste un tasso di disoccupazione relativamente basso.