LO SGUARDO DEGLI ALTRI. CINEMA E HANDICAP
Il volume nasce dall’esigenza di riparlare della rassegna cinematografica “Lo sguardo degli altri”. Quali le ragioni? Innanzitutto la necessità di rappresentare tipi d’handicap difficili da spiegare solo a parole; poi di inquadrare il problema tecnico dell’impedimento in quello umano e sociale del rapporto con la gente attraverso storie di vita, episodi raccontati con l’efficacia dell’immagine; inoltre elevare al rango di tema sociale quello che continua ad essere equivocamente valutato come semplice fatto assistenziale risolvibile con l’obolo della generica comprensione e disponibilità verso lo sventurato o l’infelice; forzare certi tipi di mass media tradizionalmente sordi ad interessarsi di fenomeni sociali importanti, come l’emarginazione da handicap, in chiave esistenziale e culturale; infine, come provocazione e sfida alla produzione cinematografica nostrana che, a differenza di altri paesi, continua ad ignorare il mondo dell’handicap, in contrasto con l’attenzione e la sensibilità crescenti nella nostra gente, che andrebbero invece registrate ed approfondite come un importante fenomeno di costume e di cultura.




