A NOME DI TUTTI I MIEI

    “Le persone con handicap vengono normalmente ammassate in scatole di cemento: un ospedale, una casa di riposo, un centro di rieducazione, un istituto medico–pedagogico. In seguito vengono dimenticate o semplicemente evitate”. Partendo da questa considerazione e soprattutto presentando la propria esemplare testimonianza di “uomo sulla sedia a rotelle”, Jean Pierre Goetghebuer si fa portavoce e amplificatore dei problemi fondamentali che travagliano il mondo degli handicappati: il drammatico processo psicologico che devono superare per giungere all’accettazione del proprio handicap; l’ambiente ospedaliero e il rapporto con il personale medico e para-medico; il difficile reinserimento nel mondo dei “validi”; l’inevitabile dipendenza dagli altri; i pregiudizi e gli ostacoli che ancora persistono nella società; il significato da dare alla propria sofferenza. Un libro sincero e senza fronzoli, a volte coraggioso e spesso un po’ insolente, che palpita, piange, si dispera, combatte, bestemmia, gioisce, ama, vive…, come dice Dolf Cauwelier nella prefazione.

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