IL MIO DIARIO DI GUERRA
Il libro racconta dell’esperienza dell’autore in Libano negli anni ’80 nel bel mezzo di una terribile guerra fratricida. L’invasione delle ZAHAL nel 1982 versò sul falò di quella guerra crudele una grande quantità di combustibile, mentre la guerra continua a mietere vittime innumerevoli come una maledizione mitologica.
L’estremismo e il fanatismo religioso infuriano in tutto il Medio Oriente e le sue ramificazioni in Israele si rafforzano sempre di più.
La piaga del razzismo è esplosa in Israele in seguito a quella guerra: nell’estate del 1983 si chiuse per l’autore il confine del Libano e gli fu impedito di continuare il lavoro di assistenza ai profughi palestinesi, ma non ebbe la possibilità di restare “disoccupato” per lungo tempo perché fu chiamato ad arruolarsi come volontario nella guerra contro il razzismo.

Copertina mancante.



