LA SOCIETÀ ANZIANA

    Società avanzata = società anziana. È questa l’immagine che perseguita le “grandi” società contemporanee. Ma che cos’è la società anziana? Se è vero che la società anziana è la definizione della struttura socio-demografica delle società avanzate e che il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione è strutturalmente connesso con il grado di maturità delle nazioni, allora sembrerebbe che l’alternativa sia tra l’essere più giovani in uno stato meno maturo – vale a dire meno avanzato – e il rassegnarsi a vivere in una società anziana, ma industrialmente progredita. La società anziana – sostiene l’autore – non è che una società di quarantenni, con lievi tensioni occupazionali e con un identico indice di morbilità e di dipendenza totale di quelle più giovanili, industrialmente non avanzate. È quindi la sola possibile e progressiva configurazione della società matura che, compiendo i destini dell’homo faber, assume un’esistenza tendenzialmente più “sublime”, cioè meno soggetta alla naturalità e più dipendente dalla razionalità. Un problema viene però ritenuto fondamentale dall’autore: tale società matura sta per collassare fiscalmente. Per evitare questo è necessario rivedere (letteralmente reinventarsi) le politiche del lavoro, del pensionamento e degli interventi welfare. Vale a dire: bisogna riprogrammare il tempo sociale.

      LA SOCIETÀ ANZIANA