TOSSICODIPENDENZE (1988)

    Il fenomeno delle tossicodipendenze da quando si è presentato in Italia nel 1968-69 a seguito un cammino faticoso, con errori e contraddizioni. In una sua fase la medicina, più o meno tacitamente, se ne è assunta il compito esclusivo. C’è stato il tentativo di ridurre il fenomeno delle tossicodipendenze alla sola dimensione medica e di fare degli operatori sanitari gli specifici terapeuti. Questo riduzionismo ha indotto una notevole quantità di miti e di errori. ha privilegiato la disintossicazione e le terapie farmaco-sostitutive ipotizzando che “liberare l’organismo dalla sostanza tossica fosse la terapia” e, laddove ciò risultasse difficile, diventasse terapia la somministrazione dosata e con controllo sanitario dello stesso tossico, o di un suo sostituivo fornito dall’organizzazione sanitaria. L’esperienza a mostrato che nella grande maggioranza dei casi alla disintossicazione seguiva una immediata ripresa dell’uso è che assieme al farmaco sostituito veniva a mescolarsi quello ottenuto illegalmente dal mercato nero. In alcuni casi poi sui farmaci forniti dal sistema sanitario si era formato un vero e proprio mercato illegale. Dopo quasi vent’anni di prove e di errori qualche punto fermo è stato ottenuto. Il medico ha una parte precisa e quindi tecnica del fenomeno delle tossicodipendenze assieme ad altri specifici operatori non-medici. Il suo ruolo professionale, insomma, è solo un momento del programma terapeutico ed anche nella valutazione del singolo caso. Per questo il medico deve aver sviluppato la capacità di un lavoro coordinato con altri operatori.

      Copertina mancante.