Viviamo nella società dell’immagine e questo ci autorizza a credere che con le immagini si possa fare tutto. Le campagne pubblicitarie convincono milioni di persone ad acquistare un prodotto, perché allora non si dovrebbe riuscire altrettanto bene ad indurre un ragazzo a non fare uso della droga, dell’alcool o del tabacco?
In realtà fra persuasione e dissuasione non c’è la stessa differenza che esiste tra l’addizione e la sottrazione in matematica, si tratta di due diverse forme di comunicazione, ognuna delle quali è dotata di regole specifiche. I pubblicitari, sbagliando, hanno imparato a conoscere le leggi della persuasione. Non altrettanta consapevolezza esiste invece fra i realizzatori dei molti audiovisivi che si occupano del disagio nelle sue diverse manifestazioni. Questo libro nasce proprio come riflessione su quello che con le immagini è stato fatto fino ad oggi nell’ambito della prevenzione/informazione dal/sul disagio.
