Dopo aver definito le finalità, i soggetti aventi diritto, i principi generali per la tutela dei cittadini handicappati, si è passato ad esaminare la prevenzione e la diagnosi precoce, la cura e la riabilitazione, l’ inserimento e l’integrazione sociale. Si sono messi in luce i servizi di aiuto personale, gli interventi a favore di cittadini non autosufficienti, l’integrazione prescolastica e scolastica, l’istruzione e la formazione professionale, l’integrazione lavorativa. Si è parlato della fiscalizzazione degli oneri sociali, le prove d’esame nei concorsi pubblici, l’abrogazione delle norme limitative, le barrire architettoniche, la relazione al Parlamento, quelle regionali, l’accesso alla informazione dalla comunicazione, la mobilità e i trasporti collettivi, quelli individuali, l’esercizio del diritto di voto, la partecipazione. Si è discusso del Comitato nazionale di coordinamento per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini portatori di handicap, dell’istituzione di una sezione – presso il difensore civico – per i cittadini portatori di handicap, delle riserve di alloggi, dell’adattamento abitazioni, delle agevolazioni per gli handicappati gravissimi e loro famiglie, delle agevolazioni fiscali, quelle per i genitori che lavorano, delle protesi e degli ausili tecnici, del ricovero del minore handicappato, dell’aggravamento delle sanzioni penali, del procedimento penale in cui sia interessato un cittadino portatore di handicap, delle convenzioni, dei compiti delle Regioni, quello dei Comuni e della copertura finanziaria.
