Questa nutrita Antologia può essere vista come una presentazione del Formez e del suo modo di porsi in campo culturale. Essa infatti è sintesi, attraverso esempi, della riflessione, la proposta, la progettazione e l’azione del Centro. Può anche però essere riguardata nella sua qualità di campionatura, settorialmente selezionata, dei problemi del Mezzogiorno d’Italia. In quanto tale, oltre che memoria e trascrizione fedele di un vissuto che ormai ha lasciato il segno e l’impronta in rapporti divenuti durevoli e in prassi tradotte in strutture, ha significati di piena attualità e di immediato interesse. Perché quei problemi del nostro Mezzogiorno tali sono ancora oggi e – pur se correttamente impostati – sono lungi dall’aver trovato soluzione; perché, inoltre, sono ancora molte le cose da approfondire, da vagliare, da cogliere sotto altri angoli visuali che ne rivelino aspetti e dimensioni utili anche al politico e all’operatore.
Rassegna di problemi, il volume – nel riproporre all’analisi e alla storicizzazione la considerazione che di essi si ebbe – presenta il farsi del Centro come operatore per tanti versi di nuova natura; un attore che rielabora e sedimenta, in termini di cultura dell’agire, quanto, attraverso captazioni sistematiche e attente scelte, viene filtrando dall’esterno come risultanza di studi metodici, apertura di spazi di ricerca, indirizzo di indagini, suggestione di scenari, imperativo civile. Ciò che appunto si può cogliere nell’interesse del Formez per i beni culturali, nato oltre quindici anni fa. Da allora l’indagine e l’azione sul campo non sono venute meno, in una gamma di interventi articolata per settori e presente su buona parte del territorio meridionale.
