Il libro, frutto di studi e di ricerca sul campo in Marocco, esamina i diversi aspetti di una società in trasformazione, focalizzando l’attenzione sulle donne sia come protagoniste sia come soggetti a rischio del mutamento. All’instabilità della famiglia, scossa da divorzi frequenti, si contrappone la ricchezza e l’importanza politica dell’associazionismo femminile fondato su rapporti di parentela tra donne, relazioni clientelari, di affidamento e di parentela di latte che contribuiscono a mitigare il controllo autoritario esercitato dagli uomini e dalle istituzioni maschili. Il libro è positivamente segnato dall’esperienza femminista dell’autrice – anche nella riflessione sull’antropologia – e sa restituire alle donne nordafricane il ruolo di attrici sociali, contribuendo a distruggere l’immagine corrente della donna araba velata, muta e in harem.
Due i livelli di lettura possibili: come occasione per riflettere sui nodi dell’identità femminile in culture e società diverse e come contributo alla comprensione antropologica dei paesi arabi in un momento in cui l’ondata migratoria dal Nordafrica verso l’Italia è in forte crescita.
