Il volume riporta la vita e l’opera di Jean Vanier che possono aiutarci a cambiare la nostra visione delle cose, a scoprire l’unico valore della persona handicappata e a sviluppare un atteggiamento nuovo nei suoi confronti. Gilles Laverrière, con accuratezza e coscienza, ha sottoposto questi scritti ad un’analisi perspicace, li ha illuminati da altre fonti, ne ha scoperto le radici, frequentando Jean Vaneir e “l’Arca” e infine ne ha messo in luce le risonanze evangeliche.
Ciò che colpisce nell’opera di Jean Vanier, è la fedeltà alle sue prime grandi intuizioni. Tutto il suo pensiero viene abbozzato già nella prima opera che egli ha scritto su Georges Vanier, suo padre, governatore generale del Canada dal 1960 al 1967. Gli stessi temi iniziali si ritrovano attraverso tutta la sua opera.
Nel corso degli anni, questi temi sono stati approfonditi, e arricchiti sviluppando nuove armonie. Gli scritti di Vanier riflettono la sua immagine: in essi si delinea il volto di un uomo unificato, fedele alla sua voce interiore e costante nei suoi impegni. L’opera di Vanier è in perfetta coerenza con la sua vita. Quest’opera è lo specchio di una vita totalmente consacrata ai più “piccoli”, il riflesso di una intensa comunione con gli handicappati. Vanier scrive ciò che sente, prova e vive. I suoi scritti sono la sua vita diventata pensiero. Dietro ad ogni parola, ogni frase, vi è un cuore che batte un’anima che vibra, un gesto che si disegna. Vanier colpisce il cuore più che l’intelletto; egli suscita l’azione più che la riflessione. I suoi scritti abbondano di saggezza più che di sapienza. Il suo pensiero è quello di un mistico.