Affrontare il tema dell’aborto delle minorenni delle Marche in un momento in cui divampa tra gli opposti schieramenti la polemica sul piano morale, religioso e politico, può apparire azzardato. Tuttavia, nel proseguire lo studio della condizione minorile nella Regione, gli autori non hanno voluto sottrarsi a questo compito. Seguendo uno schema analogo a quello prescelto allorché si è studiato il tema dei matrimoni delle minorenni nelle Marche, si è qui esposto anzitutto l’attuale quadro legislativo, quale risulta non soltanto dal testo della legge 194 del 1978, ma anche dai successivi interventi interpretativi, tra i quali spiccano per particolare importanza quelli della Corte Costituzionale.
Si è quindi cercato di esaminare la rilevanza quantitativa dell’aborto legale e clandestino delle minorenni nella Regione, raffrontandola con i dati nazionali. Si è poi presa in considerazione l’attuale pratica della legge, sia per quanto attiene ai comportamenti ed alle preferenze delle minorenni sia per quanto riguarda le metodologie e la prassi seguita dagli organi pubblici chiamati ad applicarla, ed in particolare i Consultori Familiari (o le strutture ad essi subentrate, che ne svolgono attualmente le funzioni) ed i giudici tutelari.