Una delle caratteristiche distintive dell’ecologia profonda è l’estensione del nostro senso di identificazione e di partecipazione responsabile sino a includere non solo noi stessi o altri essere umani, ma anche gli altri viventi, come gli animali, e persino entità naturali come i fiumi, le montagne e i laghi. Contrariamente alla concezione dominante dell’ecologia superficiale, esclusivamente antropocentrica, che considera la Terra essenzialmente come una risorsa da sfruttare oggi, senza preoccuparci delle generazioni future, l’estensione della nostra sensibilità ecologica a tutti gli esseri, viventi e non viventi, esistenti sulla Terra comporta l’attribuzione a ciascuno di essi di un valore intrinseco non riducibile al mero interesse economico.
A sostegno delle loro tesi, gli autori del volume ripercorrono storicamente la tradizione minoritaria rappresentata da persone come San Francesco e Spinoza in Occidente, da Dogen e Nagarjuna in Oriente, alla quale si può idealmente ricondurre la filosofia dell’ecologia profonda.
