La crisi dei “grandi racconti”, delle ideologie, degli schieramenti fissi, delle posizioni arroccate – sostiene l’Autore – ha mandato in frantumi ogni tipo di riconoscibilità sociale. Trovarsi, a Babele, diventa sempre più problematico. L’assenza di segni o “racconti” da condividere provoca o l’irrigidimento conservatore nella nostalgia anacronistica di “carte d’identità tutte d’un pezzo” o la deriva, attualissima ma avventata, nel mare delle identità “deboli”. Su questo sfondo, il problema, in particolare per il cristiano, diventa irrinunciabile.
“Le riflessioni contenute nel volume vorrebbero porsi all’incrocio fra la teologia e la sociologia. In realtà, non sono né specificamente teologiche né specificamente sociologiche. La questione dell’identità in genere, e di quella cristiana in particolare, si trova all’incrocio di molte strade, e lì è bene coglierla, dove realmente si pone”. Fede–speranza-carità: Gentiloni affronta il trittico tradizionale e essenziale, ne smonta la valenza di parola d’ordine che nel riconoscimento esclude “alterità” e “differenza” e ne dà una lettura vitale e aperta, problematicamente, all’incrocio con l’altro.
