Il contratto di lavoro subordinato prevede che il lavoratore conceda ad altri la disponibilità di una parte del suo tempo durante il quale farà quanto gli viene richiesto con diligente sottomissione. Tuttalpiù, e di tanto in tanto, potrà chiedere che venga rivisto il prezzo della sua prestazione. È su questi principi che si fonda l’organizzazione del lavoro. Essa però è anche la storia dei tentativi del lavoratore di riappropriarsi di una discrezionalità nel lavoro e nell’uso del tempo, insomma di liberarsi nel lavoro. Macchine sempre più sofisticate sembrano richiedere più collaborazione che subordinazione ai pochi che sanno usarle, mentre sottraggono a tutti gli altri spazi all’interno dei quali tentare di affermare i loro valori. In questo caso non rimarrebbe che liberarsi almeno in parte dal lavoro. È questo scenario che il testo si propone di esplorare.