Con questo libro la Miller si dirige verso lo smascheramento di ogni possibile forma di ‘pedagogia nera’, educazione volta ad infondere nel bambino il senso di colpa e della sua cattiveria per negare e giustificare le esigenze del genitore e dell’educatore.
Di conseguenza si schiera contro la ‘psicoanalisi nera’, quella che (compresa la teoria freudiana delle pulsioni) si basa in campo terapeutico (o psicoterapeutico) sul suddetto principio del bambino colpevole, distogliendo l’attenzione dalla realtà infantile, dagli abusi e dai traumi subiti dal paziente nel corso della sua infanzia, distogliendo insomma l’attenzione dalla verità e dal metodo più efficace per raggiungerla.
