È la storia di Chico Mendes che l’autore ha cercato di organizzare partendo da quel movimento molto concreto, con radici a Xapuri nell’Acre, che poi si è diffuso nei meandri dell’Amazzonia.
L’intervista ha ubbidito ad un itinerario prestabilito tendente ad analizzare il movimento dei seringueiros. Fu realizzata a Xapuri in due momenti: in novembre, prima delle elezioni, agli inizi di dicembre 1988. Le otto parti ubbidiscono all’ordine stesso dell’itinerario dell’intervista.
Lavoro, ambiente, democrazia. Significativo che il primo martire del movimento ecologico internazionale abbia riassunto nella sua vita questi scopi; che egli abbia lottato per salvare la natura come fonte di lavoro per i seringueiros e come fonte di vita per tutti; che egli abbia visto nella democrazia e nella lotta pacifica l’antidoto, alla lunga vincente, alla violenza sterminatrice.
Un martire, ma anche un lucido dirigente: suscitatore di energie, capace di analisi, freddo nei giudizi eroico nell’affrontare i rischi, consapevole che il suo prevedibile sacrificio avrebbe svelato al mondo una realtà che molti ignorano, ma che tutti devono affrontare.