L’autore, un pioniere della ricerca psicofarmacologica, ci introduce all’affascinante e inquietante universo delle “droghe”, cioè di quei farmaci aventi la capacità di alterare le funzioni cerebrali.
La conoscenza e l’impiego di talune di queste sostanze ha origini che si confondono con l’inizio stesso della civiltà umana. Snyder ripercorre la loro storia e anche quella, più breve, dei farmaci di origine sintetica. Attraverso questo esame si arriva in realtà a scandagliare il mistero del rapporto mente-cervello, cioè delle relazioni tra i mutamenti fisiologici dell’encefalo e le loro manifestazioni a livello di pensiero, stato d’animo, personalità.
Esibendo il meccanismo di azione e le caratteristiche di base di oppiati, sedativi, eccitanti e droghe psichedeliche, Snyder riesce a delineare l’interazione tra neurologia, psichiatria e farmacologia, e ci mostra quanto grande sia l’apporto di quest’ultima per la medicina in generale.