“Quasi adulte” sono le giovani donne che, a venti anni o poco più, stanno entrando nella vita adulta: con quali esperienze, con quali progetti, con quale modello di donna e di definizione di sé? Si tratta di un passaggio lungo e ambivalente, perché si verifica in condizioni più ricche di opportunità che nel passato, ma anche meno definite e normate nelle combinazioni, nelle sequenze, nelle scadenze. Poiché tutti i percorsi biografici sono oggi normali e legittimi, sta a ciascuna ragazza definire il proprio, negoziandone contenuti tempi e gerarchie a seconda delle differenti e disuguali risorse materiali e culturali possedute, che guidano intenzioni, investimenti e progetti.
Perciò l’ingresso nella vita adulta avviene in forme più lineari e decise o più discontinue e incerte, che scoprono via via bisogni e desideri. Dal confronto con altri modelli di donna presenti sulla scena sociale, ma anche dalla presa di distanza da generazioni, oggi fra i 40 e 50 anni, che hanno proposto nuove forme di normalità femminile, le giovani ventenni tendono a una valorizzazione di sé entro una cultura della cittadinanza che conferisce consapevolezza e legittimità al loro essere donna.